Morti per Covid, ancora denunce: le famiglie chiedono giustizia
Lodi, grande è stato l’impegno della Croce rossa durante l’emergenza sanitaria

Morti per Covid, ancora denunce: le famiglie chiedono giustizia

Esposti presentati nell’ambito del comitato di Bergamo anche da alcuni lodigiani

Si allarga il fronte delle famiglie lodigiane che vogliono conoscere la verità sulla morte da Covid dei propri cari. Ieri mattina davanti la procura di Bergamo si è tenuto il secondo DenunciaDay organizzato dal Comitato “Noi Denunceremo – Verità e giustizia per le vittime di Covid-19”. Il 10 giugno in occasione del primo DenunciaDay erano state depositate una cinquantina di denunce, tutte contro ignoti, tra cui almeno due provenienti da famiglie lodigiane. Ieri ne sono state depositate altre 200, e anche tra queste ve ne sono alcune della provincia di Lodi. «A settembre faremo un terzo deposito di denunce, invito tutti coloro che vogliono la verità e la giustizia per i propri cari a unirsi in questo percorso» dice l’avvocato Consuelo Locati, legale del Comitato.

Tra le denunce depositate ve ne sono ormai di famiglie di tutta Italia. Nato a Bergamo, e focalizzato sulla mancata istituzione della Zona Rossa ad Alzano e Nembro e sulla riapertura del Pronto Soccorso di Alzano, il Comitato ormai è diventato un collettore di tutte le richieste di verità rispetto alle situazioni controverse vissute da tante persone. Tra le denunce depositate ieri ve ne erano anche alcune dall’Emilia Romagna, dal Piemonte, dal Lazio e dalla Liguria. «E ne abbiamo almeno tre o quattro dalla provincia di Lodi, e altre dal Sud Milano – spiega Consuelo Locati, legale del Comitato -. Noi non vogliamo sostituirci in alcun modo alla magistratura, le denunce sono contro ignoti. Cerchiamo verità e giustizia. Ci sono segnalazioni, quelle che arrivano da fuori Regione, che denotano la carenza di sistema nell’affrontare l’epidemia, poi ci sono le denunce provenienti dalla Lombardia che oltre a quella carenza manifestano una mala gestione. Noi siamo convinti che si possa raggiungere la verità, e auspichiamo che la magistratura riesca a definire le anche le responsabilità personali oggettive».


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