Morti nella casa di riposo di Mediglia: parenti delusi dopo l’archiviazione
Un carro funebre all’esterno della struttura nei giorni dell’epidemia

Morti nella casa di riposo di Mediglia: parenti delusi dopo l’archiviazione

L’inchiesta sui contagi e sui 77 anziani deceduti nel 2020 non andrà avanti

Stupore. E «un senso di amaro in bocca che certo non ci aspettavamo di provare». È Claudia Bianchi, una delle firmatarie dell’esposto che ha portato all’apertura di un’inchiesta su quanto successo nell’ormai tristemente nota Rsa di Mediglia – 77 anziani su 148 ospiti deceduti per Covid nel corso della prima ondata, nella primavera del 2020 – a esprimere, in poche parole e senza nascondere la delusione, lo sconcerto che, all’annuncio ufficiale della richiesta di archiviazione presentata dalla procura di Lodi, ha «colpito tutti noi. Ci siamo sentiti – dice Claudia Bianchi, che perse a causa del Covid la nonna – e ci sentiremo ancora per valutare assieme cosa fare, ma è chiaro che al momento la sensazione prevalente è quella dello sconcerto, della delusione e dell’amarezza. Al momento non abbiamo ancora analizzato nei dettagli i documenti che ci sono stati consegnati, ma credo che valuteremo attentamente le prossime mosse». Perchè, spiega ancora Claudia – che ricorda come «in questa vicenda io rappresento i figli di mia nonna, e devo quindi anche sentire cosa intendono fare loro, oltre che confrontarmi con tutti gli altri membri del comitato» - la decisione annunciata dal procuratore di Lodi «ci ha davvero colti di sorpresa. Noi chiedevamo di accertare come si sono svolti i fatti, abbiamo depositato memorie e ci aspettavamo di essere quanto meno ascoltati. Invece io, e a quanto mi risulta anche molti altri, non ho ricevuto nemmeno una telefonata, una richiesta di chiarimenti». Sconcerto, quello espresso da Claudia Bianchi, che è condiviso appieno da un altro storico portavoce del comitato delle “vittime” della Rsa Borromea di Mombretto di Mediglia, Leonardo La Rocca. Tra i 77 anziani che hanno perso la vita in quella maledetta primavera c’è anche la suocera «per la quale abbiamo semplicemente chiesto di capire come sia stato possibile che si infettasse». Sulla richiesta di archiviazione, spiega, «è probabile che faremo opposizione. Dobbiamo studiare le carte e valutare i passi da intraprendere, ma già ad una prima, sommaria lettura, saltano agli occhi alcuni particolari che non possono non vederci amareggiati». A partire dal fatto che, conferma La Rocca, «solo 8 di noi sono stati ascoltati», fino ad una serie di «dubbi che non possono non sorgere guardando le considerazioni in merito alle norme applicate. Faremo comunque le nostre valutazioni e decideremo quale strada intraprendere».


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