MELEGNANO «Tanti sacrifici per arrivare fino a qui, ma ne valeva la pena»
Ettore Pace a bordo vasca con il riconoscimento per il terzo posto ottenuto

MELEGNANO «Tanti sacrifici per arrivare fino a qui, ma ne valeva la pena»

Il 15enne Ettore Pace, privo sin dalla nascita della mano sinistra, è arrivato terzo ai campionati italiani di nuoto paralimpici

«È stata un’emozione indescrivibile, non me l’aspettavo neppure io, il mio grande sogno è di partecipare alle Paralimpiadi». Privo sin dalla nascita della mano sinistra, il 15enne di Melegnano Ettore Pace racconta così il terzo posto conquistato ai campionati nazionali di nuoto paralimpici dietro a due “mostri sacri” come il 21enne Simone Barlaam e il 28enne Federico Morlacchi, il primo astro nascente molto noto anche fuori dalle piscine e il secondo vincitore di decine di gare e addirittura portabandiera la scorsa estate della spedizione italiana alle Paralimpiadi di Tokio. «Ai campionati nazionali di Riccione sono arrivato terzo nei 100 rana e nei 100 misti dove, oltre a stabilire il record nazionale della categoria, sono salito sul podio accanto a Barlaam e Morlacchi - sono le sue parole -. È stata un’emozione incredibile che porterò sempre nel cuore, completata dal quarto posto nei 100 stile libero, dove ho abbassato di un secondo il mio personale».

Da sempre suo primo tifoso, papà Francesco l’ha buttato in acqua quando aveva solo pochi mesi, quella per il nuoto è sempre stata la grande passione di Ettore. «Da un triennio faccio parte della squadra paralimpica della piscina cittadina, mentre da quasi un anno mi alleno tutti i giorni dalle 15 alle 17 - continua il 15enne, che frequenta la seconda al liceo classico Carducci di Milano -. Uscendo da scuola attorno alle 14, ho solo il tempo per arrivare a casa, mangiare qualcosa, preparare la borsa e correre in piscina, ma è troppo grande l’amore per il nuoto: soprattutto nell’ultimo anno i sacrifici non sono certo mancati, ma oggi posso dire che ne valeva davvero la pena».

Concetti ribaditi dal suo allenatore Roberto Florindi che, proprio rimarcandone l’eccezionale forza di volontà, l’ha indicato come esempio per l’intero mondo sportivo locale e non solo. «So che sarà quantomeno complesso e mantengo i piedi ben saldi per terra, ma il mio grande sogno è quello di partecipare alle Paralimpiadi - conclude Ettore con il sorriso sulle labbra -. Per adesso mi godo la gioia di essere salito sul podio con due mostri sacri come Barlaam e Morlacchi, che un giorno spero ovviamente di battere».


© RIPRODUZIONE RISERVATA