Melegnano piange Natale Bellomi, il veterano del Club alpino

Melegnano piange Natale Bellomi, il veterano del Club alpino

Un mese va il Covid-19 si era portato via l’amata sorella Teresa

Ad un mese dalla morte della sorella Teresa, Melegnano piange la scomparsa del popolare Natale Bellomi, storico fondatore del Cai anch’egli vittima del coronavirus. Ieri in tanti hanno ricordato la figura dell’80enne Bellomi, che per quasi cinquant’anni ha giocato un ruolo di primo piano nel mondo dell’associazionismo locale.

«Non sapendo ovviamente della malattia - racconta l’amico di una vita Claudio Robbiati -, Natale ha contratto il virus accudendo la sorella Teresa, che necessitava di cure costanti perché già in gravi condizioni». Scomparsa domenica 1 marzo all’età di 74 anni, anche Teresa Bellomi era molto conosciuta a Melegnano, dove per tanti anni aveva condotto un panificio tuttora gestito dalla famiglia. «Anche in quest’occasione Natale ha dimostrato la straordinaria generosità che ne ha contraddistinto l’intera esistenza - continua Robbiati con il presidente del Cai Valerio Bricca ed Erminio Quartiani, anch’egli tra i fondatori e figlio del primo presidente Pasquale -. Il suo impegno nel volontariato locale è iniziato negli anni Sessanta all’interno delle Acli, nel 1976 è stato tra i principali artefici della nascita della sezione melegnanese del Club alpino italiano, di cui è stato il primo segretario. Si alzava alle 5 del mattino per andare a lavorare in fabbrica, ma dopo cena faceva notte in sezione per tenere in ordine dati e informazioni, preciso come un sensale, puntuale come un controllore, ironico con chi non rispettava le regole. Portando ancora lo zaino pesante del lavoro di segreteria, anche dopo la pensione ha continuato l’attività nell’associazione, che ha sempre considerato come la sua famiglia allargata».

Sono tanti i ricordi che affiorano in questi giorni tra gli amici del Cai, tra i movimenti più radicati della città con la presenza di oltre 500 soci. «Sempre con quel suo “Forza vecio!”, ci spronava a non mollare mai, che fossimo su un sentiero, su una parete di roccia e ghiaccio o alle prese con l’organizzazione di un’uscita - concludono -: ci ha insegnato ad andare in montagna, ma soprattutto ad affrontare le salite della vita, il suo ricordo rimarrà sempre vivo in tutti noi». A nome della comunità locale, anche il sindaco Rodolfo Bertoli ne ha commemorato la figura. «È una tragedia nella tragedia - sono le sue parole -, mi stringo alla famiglia nel ricordo di una persona che ha fatto tanto per Melegnano».


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