MELEGNANO I cento anni del partigiano: «Rischiai di essere fucilato»
La festa

MELEGNANO I cento anni del partigiano: «Rischiai di essere fucilato»

Roberto Cordani con i familiari, il sindaco e il parroco, festeggiato nella residenza “I Pioppi” di Dresano

«E dire che dovevo essere fucilato dai nazisti, ma il camion non voleva partire, fu così che ebbi salva la vita». Un po’ sordo ma per il resto lucidissimo, il melegnanese Roberto Cordani racconta così uno degli innumerevoli episodi della sua lunghissima esistenza, che nella giornata di venerdì l’ha visto tagliare il traguardo dei 100 anni di vita. Ospite dallo scorso agosto alla casa di riposo “I Pioppi” di Dresano dopo aver vissuto per oltre 70 anni nel quartiere Giardino, venerdì a fargli festa sono arrivati anche il parroco don Andrea Tenca e il sindaco Vito Penta, che si sono stretti al figlio Ambrogio e alla nuora Pierangela in un momento tanto significativo della sua esistenza. Nato il primo ottobre 1921 («ma è stato registrato il 2», precisa il figlio) a Obolo, piccolo borgo nell’alto Appennino piacentino, il giovane Roberto ha vissuto da protagonista la Seconda guerra mondiale, dapprima come soldato ai confini con la Francia e quindi in qualità di partigiano sui monti tanto amati. «Festeggio i 100 anni, ma poco più che 20enne dovevo essere ucciso dai nazisti, che ci tesero un’imboscata durante la quale fucilarono ben 33 compagni - afferma scavando nei ricordi del passato -. Anch’io dovevo essere tra loro, ma proprio quel giorno non mi partì il camion, fu così che ebbi salva la vita: non mancò in ogni caso l’immenso dolore per aver perso tanti amici, che porterò sempre nel cuore».

Dopo avere vissuto il dramma della guerra, alla fine degli anni Quaranta Cordani si trasferì a Melegnano, dove sposerà Angelina Bedoni: dalla loro unione nascerà il figlio Ambrogio, da sempre molto impegnato nel mondo del volontariato proprio come papà Roberto, che per diverso tempo alla struttura milanese “L’impronta” ha accudito i soggetti disabili. Nel corso di un’esistenza tanto lunga ha avuto la gioia di diventare nonno di Marco e nel 2014 addirittura bisnonno della piccola Alice, che da sempre gli è molto legata.

Sino alla giornata di venerdì quando ha celebrato con tutti gli onori i 100 anni di vita, per festeggiare i quali non hanno voluto mancare il parroco don Andrea e il sindaco Penta, presenti con la direttrice Francesca Scendrate e una serie di operatrici della casa di riposo “I Pioppi”, dove è ospite dalla scorsa estate. «Dopo avere superato indenne l’emergenza Covid, pensavamo che il peggio fosse alle spalle, ma a luglio è caduto all’interno della sua abitazione - afferma il figlio Ambrogio -. I vicini di casa gli stavano già preparando la festa per i 100 anni, ma a quel punto è diventato inevitabile il ricovero alla casa di riposo di Dresano, dove si trova peraltro benissimo. I suoi segreti sono certamente la tenacia e la determinazione con cui ha sempre affrontato la vita, che gli hanno consentito di tagliare un traguardo tanto eccezionale».


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