Melegnano, grido di dolore dei negozianti

Melegnano, grido di dolore dei negozianti

I commercianti si lamentano per tasse, affitti e parcheggi scarsi

«Affitti alle stelle, parcheggi ridotti all’osso e tasse che ci strangolano: sono questi i mali che affossano il commercio». La fotografia è quella scattata dai negozianti storici di Melegnano, che ribadiscono la necessità di politiche ad hoc per rilanciare il settore.

«Dopo via Dezza nel cuore del Borgo, anche la nostra zona sta vivendo una crescente moria di negozi, oggi sono più le saracinesche abbassate di quelle alzate - attacca il commerciante di via Vittorio Veneto Gianni Ghianda, l’ex vicepresidente di Confcommercio Melegnano che l’anno prossimo festeggerà i 60 anni di attività -. Tutta colpa degli affitti alle stelle e della carenza di parcheggi, che non sono neppure segnalati: anche le tasse affondano il commercio locale, il cui crollo negli ultimi anni non è lontano dal 50 per cento. Per non parlare del senso unico che taglia in due la città, a cui a breve potrebbe aggiungersi pure l’isola pedonale».

Titolare della boutique di abbigliamento nella centralissima via Conciliazione, quella di Marco Morelli è una famiglia storica per il commercio locale, dove è presente addirittura dal 1921. «Con la strada stretta e la presenza dei mini-marciapiedi, il senso unico agevola il passaggio dei pedoni, ma la Zona a traffico limitato non mi trova d’accordo - sono le sue parole -. Come emerso durante le recenti festività natalizie, una soluzione simile è destinata a fallire nella realtà locale, che già si trova ad affrontare la concorrenza spietata dei centri commerciali».

L’ultima battuta è del titolare del bar “Basulon” in via Dezza, Davide Manzoni, la cui famiglia per oltre mezzo secolo ha gestito la storica trattoria “Tri marter” in fondo a via Zuavi. «Grazie all’organizzazione di apposite iniziative nei vari quartieri, Melegnano potrebbe ritrovare una nuova centralità, di cui beneficerebbe anche il commercio locale - conclude il barista del Borgo -: l’esempio è quello delle Giornate Fai (Fondo ambientale italiano, ndr) di primavera 2019, quando in soli due giorni il nostro castello è stato visitato da oltre 4mila appassionati».


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