Melegnano e Vizzolo si affidano alla Sprar: meno profughi in città

Melegnano e Vizzolo si affidano alla Sprar: meno profughi in città

Affidato all’Assemi il nuovo piano per la gestione dei richiedenti asilo, destinati a diminuire

Un nuovo partner per la gestione dei profughi, che caleranno rispetto alla quota attuale. È il nuovo corso intrapreso dal Comune di Melegnano e da quello di Vizzolo, che ha affidato all’Assemi (Azienda sociale del Sud-Est Milano) il nuovo piano per gestire i richiedenti asilo. Ciò avviando il passaggio dai Cas (Centri di accoglienza straordinari) allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), con la prospettiva di una sensibile riduzione di profughi in città rispetto alla sessantina attuale.

Il numero dei migranti ospitati attualmente dai due Comuni parla di una sessantina di richiedenti asilo a Melegnano e di 29 a Vizzolo. Con il nuovo piano, la quota complessiva scenderebbe a un massimo di 632 in tutto, di cui 48 a Melegnano. L’obiettivo del patto con lo Sprar ( al quale sul territorio hanno già aderito i Comuni di Carpiano, Cerro, Colturano e Dresano) è quello di selezionare uno o più partner operanti nel terzo settore, quali cooperative sociali e associazioni, che affianchino i due Comuni e la stessa Assemi nella redazione dei progetti d’accoglienza, che verranno poi presentati al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo per vedersi assegnare il relativo finanziamento.

Una serata Sprar a Carpiano

Una serata Sprar a Carpiano

Una serata Sprar a Carpiano

Ma non solo di numeri, ovviamente, si parlerà. Uno dei punti del piano è quello di agevolare reali opportunità di integrazione sociale, favorendo il più possibile la micro-accoglienza diffusa in appartamenti anche indipendenti, che siano però in stretta relazione con il locale tessuto sociale. Quanto infine alla tipologia dei richiedenti asilo, Melegnano e Vizzolo puntano ad un’accoglienza il più possibile bilanciata tra adulti e nuclei familiari anche con la presenza di minori, che però dovranno essere necessariamente accompagnati. La palla passa ora agli enti del terzo settore interessati, la cui domanda dovrà essere presentata ad Assemi entro le 12 del 17 settembre: sarà a quel punto che scatterà la seconda fase di un progetto destinato a provocare un vivace dibattito politico nella realtà locale.

Leggi l’approfondimento sull’Edizione de Il Cittadino di Lodi in edicola martedì 4 settembre


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