Mediglia, viaggio in bici pieno di imprevisti:  «Ci ha aiutato la Provvidenza»
Gaetano e Filippo Schipani, padre e figlio, hanno portato a termine l’impresa in bicicletta iniziata lo scorso 8 agosto

Mediglia, viaggio in bici pieno di imprevisti:

«Ci ha aiutato la Provvidenza»

Padre e figlio hanno percorso 900 chilometri in mountain bike per arrivare fino a Bisceglie

I medigliesi Gaetano e Filippo Schipani, padre e figlio, ce l’hanno fatta anche stavolta: hanno macinato 900 chilometri in mountain bike scalando le colline sarde e gli Appennini per raggiungere Bisceglie in Puglia. È stata una vera e propria impresa, riuscita anche grazie alla Provvidenza, spiegano, perché in tutti i momenti di difficoltà, c’è sempre stato qualcuno che ha offerto aiuto alla coppia in sella. Così, padre e figlio, hanno trascorso il loro mese d’agosto pedalando verso la Puglia per unirsi al resto della famiglia per le vacanze. «Siamo partiti l’8 agosto da Mediglia, verso Rogoredo, per prendere il treno e poi imbarcarci a Genova per Porto Torres - racconta Filippo Schipani -: giunti il Sardegna c’è stata la prima prova del nove: un caldo intenso con saliscendi pesanti e difficili. È stato davvero molto faticoso ma allo stesso tempo entusiasmante perché abbiamo fatto la parte Ovest della Sardegna con paesaggi da sogno». Dalla Sardegna il viaggio è poi proseguito via mare verso la Campania. Da Napoli gli infaticabili medigliesi hanno ripreso a pedalare verso Benevento per poi imboccare la via Francigena. «È stata davvero una scoperta, perché ci siamo trovati a passare in mezzo ai campi, strade secondarie sopra i paesi, con vista sulle abitazioni e le coltivazioni in un lungo tratto da Benevento a Foggia», ricorda Filippo. Nel mezzo non sono mancati gli imprevisti. «La fatica l’abbiamo superata incitandoci l’un l’altro, ma alcune difficoltà le abbiamo superate solo grazie alla Provvidenza - racconta Filippo -. Il primo giorno è stato traumatico perché non ci aspettavamo una Sardegna caldissima: a Chia stavamo pedalando nel pomeriggio sopportando una temperatura di 45 gradi, senz’acqua. Un gruppo di turisti belgi ci ha visto, ci ha superato in auto per poi attenderci e riempirci le borracce con acqua e ghiaccio. Ci sono stati poi una serie di altri inghippi. Mio papà ha rotto il cambio della bici in un paesino vicino a Caserta: ci sarebbero voluti tre giorni per trovare il pezzo di ricambio, invece l’incidente è avvenuto a cento metri da un meccanico che in un’ora e mezza ha eseguito la riparazione. Ad Alghero abbiamo bucato, fortuna vuole che eravamo vicino a un campeggio dove avremmo dovuto fermarci. In Puglia, nel tratto finale, abbiamo incontrato dei cani giganti che ci stavano venendo contro, ma è intervenuto un signore che li ha fermati e ci ha consentito di passare». 
Emiliano Cuti


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