Mediglia, «Deve  vaccinarsi, anzi meglio di no» e resta senza Green Pass
L’inossidabile Mario Lotti con la sua Honda 700

Mediglia, «Deve vaccinarsi, anzi meglio di no» e resta senza Green Pass

Un 77enne ha gli anticorpi Covid molto alti, secondo alcuni medici rischia la trombosi ma con la legge attuale dovrebbe comunque immunizzarsi artificialmente anche se potrebbe essere già immune di suo

Ha 77 anni, vive a Mediglia e vorrebbe andare in moto a Santa Maria di Leuca, senza tappe intermedie. E festeggiare così anche il suo compleanno, il 23 agosto. Avrebbe bisogno del Green Pass, ma pur avendo gli anticorpi in seguito alla malattia, non riesce. La norma non è dalla sua parte. Il suo è uno di quei casi allo studio proprio in questi giorni.

L’Aifa, fino ad oggi, ha detto chiaramente che non serve fare il test sierologico prima della vaccinazione. Studi scientifici sulla questione sono in uscita in questo periodo e qualche virologo, dal professor Masssimo Galli del Sacco di Milano al dottor Fausto Baldanti di Pavia, si sono espressi favorevolmente per la conta degli anticorpi prima della profilassi. Le opinioni scientifiche, in merito, sono ancora contrastanti.

«Io mi sono ammalato a novembre - racconta il paziente Mario Lotti -. Quando mi sono presentato all’hub vaccinale di Vizzolo, il 20 aprile, ho mostrato il foglio del mio test sierologico. Il dosaggio degli anticorpi IgG anti Rbd della proteina Spike era di 13081.3 UA/ml (negativo meno di 50 e positivo più di 50 era il range, ndr). Il medico mi ha detto che avevo già gli anticorpi alti e che avrei rischiato la trombosi. Così, sul modulo di consenso, ha scritto in biro “non idoneo temporaneo, vedi anticorpi” e poi l’ha firmato con tanto di timbro. In questi giorni, mi sono ripresentato con un nuovo test sierologico datato 2 agosto: gli anticorpi erano scesi, ma erano ancora 8265.9».

Un bel numero, anche a detta degli specialisti. «Questa volta però - ammette l’uomo - mi hanno detto che avrei dovuto vaccinarmi comunque e fare entrambe le dosi. Io, a quel punto, avevo paura a fare il vaccino con così tanti anticorpi. Il medico vaccinatore ha capito e mi ha lasciato andare a casa perché ha visto che non ero convinto». Per l’uomo non è giusto che «pur avendo gli anticorpi così elevati non possa avere il Green Pass». E così lancia un messaggio perché si possa uscire da questa situazione.

«Due sere prima il dottore mi ha detto che non ero da vaccinare, poi sì - ribadisce Lotti - e la prima volta ha detto che avrei rischiato la trombosi o l’infarto; io ho rischiato anche una piccola ischemia, in passato, dovuta alla chiusura delle carotidi per il colesterolo alto, mi sono accorto in tempo e non mi è successo nulla, ma po’ di apprensione ora c’è. Non voglio rischiare la vita se ho gli anticorpi». Il signor Lotti vuole andare, protetto dai suoi anticorpi, a fare un giro in sella. «Vado in moto da quando ho 12 anni - racconta -, allora c’era la Lambretta con la messa in moto davanti. Io e la moto siamo un corpo unico. Adesso ho una Honda 700. Se mi fanno il Green pass, parto. Mia cugina che lavora a Codogno dice che il problema di noi guariti sta uscendo adesso. Se avessi avuto 1000 anticorpi avrei fatto il vaccino, ma oggi sono superiori a quelli che servono per combattere il Covid. Avevo già prenotato per andare in Croazia, ma ci sono troppi problemi burocratici, così tenterei, se posso, la Puglia: 1200 chilometri, fermandomi solo per fare rifornimento».


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