Mattarella il 2 giugno a Codogno: non dimentichiamo il “monito”
La visita di Mattarella

Mattarella il 2 giugno a Codogno: non dimentichiamo il “monito”

Sull’edizione di lunedì 22 giugno otto pagine dedicate alla visita del Capo dello Stato nella nostra terra ferita dal Covid

La visita di Mattarella a Codogno in occasione della Festa della Repubblica ha segnato un momento di svolta per la Bassa e il Lodigiano che hanno pagato un prezzo altissimo in questa epidemia. A pesare ci sono i tanti, troppi, morti provocati dal virus che proprio a Codogno ha fatto la sua prima comparsa ufficiale sul cosiddetto paziente 1. Ma non solo. Perchè, come quando si esce da una guerra, ci sono anche le ferite invisibili, le ferite dell’animo. E allora il messaggio di speranza lanciato dal Capo dello Stato è stato un po’ come un balsamo per tutti noi. Adesso però si tratta di mettere in pratica queste parole che vanno calate nella realtà quotidiana: nelle famiglie ancora scombussolate dai cambiamenti sul fronte della scuola e del lavoro, nella politica locale che sta cercando di ridefinire le priorità delle singole comunità, nella sanità pubblica che dopo lo sforzo immane dei mesi scorsi deve ora tornare ancora di più ad occuparsi delle patologie più diffuse nel nostro territorio. E, infine, ma non per questo meno importante, in quello che possiamo definire il “vivere comune”. Al bar, sulla strada, in fabbrica o in ufficio, in coda all’ufficio postale, tra gli scaffali del supermercato, ovunque. Il presidente Mattarella ha detto un’altra cosa molto importante: superare le divisioni, che a volte nascono proprio da banalità e incomprensioni.

E allora per “fermare” nella storia del nostro territorio l’arrivo del Capo dello Stato il 2 giugno del 2020, il nostro quotidiano ha voluto ripercorrere quelle ore, con uno speciale di otto pagine che troverete sull’edizione di lunedì 22 giugno. Per fare in modo che quella mano alzata in segno di saluto diventi un faro.


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