Matrimonio “combinato”, espulso un marocchino

Matrimonio “combinato”, espulso un marocchino

A Castelgerundo accertamenti dell’ufficio immigrazione della questura

Il sospetto di un matrimonio “combinato” ha messo la questura di Lodi sulle tracce di un cittadino marocchino residente nel Bresciano, noto alle forze dell’ordine e con precedenti per spaccio. Lunedì prossimo avrebbe dovuto sposare infatti nel nuovo comune di Castelgerundo una donna ecuadoregna che aveva ottenuto da poco la cittadinanza italiana e il sospetto era che l’unione fosse finalizzata proprio a far ottenere anche al nordafricano la cittadinanza.

L’uomo, R.R. di 29 anni, è stato rintracciato venerdì scorso proprio a Castelgerundo, dove era andato per verificare che non ci fossero intoppi nelle pubblicazioni in comune. Portato in questura, è stato già il giorno successivo espulso dall’Italia e imbarcato sull’aereo con destinazione Marocco.

Ad allertare la questura e la prefettura, è stato lo stesso Comune della Bassa, che in attesa di nuove elezioni dopo la fusione fra Cavacurta e Camairago è retto dal commissario prefettizio Mariano Savastano. A quel punto l’ufficio immigrazione della questura di Lodi, con il supporto dell’ufficio prevenzione generale, ha fatto degli accertamenti mirati e ha scoperto che il marocchino aveva già ricevuto un diniego dalla questura di Brescia per il rilascio del permesso di soggiorno a causa della sua pericolosità sociale, mentre in passato era stato condannato per spaccio di cocaina ed era noto per la frequentazione di pregiudicati e per la “pessima condotta morale”.

Mentre la sua futura moglie aveva da poco ottenuto la cittadinanza italiana. Quanto bastava per far pensare a un matrimonio combinato. In Italia infatti chi sposa un cittadino italiano (anche se straniero) ottiene la cittadinanza, anche se questo non è automatico e il riconoscimento avviene solo in presenza di determinati requisiti e trascorso un periodo minimo di due anni.

A Castelgerundo l’uomo è stato rintracciato dai carabinieri di Orio Litta su indicazione della questura. Alla donna, invece, anche lei residente in provincia di Brescia ma in un comune diverso da quello del suo futuro sposo, non viene contestato nessun reato. Il sospetto è che abbia ricevuto una somma di denaro, ma su questo verranno condotte ulteriori indagini.


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