Massalengo, lacrime per Giorgia: «Il tuo sorriso... un’opera d’arte»

Massalengo, lacrime per Giorgia: «Il tuo sorriso... un’opera d’arte»

Canzoni, foto e ricordi per la 15enne scomparsa in un incidente

I ragazzi arrivano alla spicciolata, chi a piedi, chi in bicicletta. Le sedie sono esaurite, qualcuno si siede sul marciapiede. C’era un silenzio attonito, nel piazzale del cimitero di Massalengo, ieri sera, per la serata ricordo in memoria di Giorgia Ruggeri, scomparsa a soli 15 anni, nel marzo scorso, in un incidente d’auto. Se in piena emergenza sanitaria non era stato possibile celebrare il funerale, ieri la comunità - tra ricordi, immagini e canzoni - le ha tributato un ricordo commosso, aperto dal sindaco di Massalengo Severino Serafini. Il primo cittadino ha spiegato che si è lavorato per settimane all’organizzazione di una serata pensata per dare la possibilità alla famiglia e ai ragazzi di condividere un dolore troppo grande. Ai genitori, ai nonni, ai parenti di Giorgia, ha aggiunto il sindaco, «vorrei dire che mi sento in colpa perché solo io e Barbara (la mamma di Giorgia ndr) sappiamo quante telefonate ci sono state su determinati comportamenti dei ragazzi; l’ultima, la sera prima della tragedia. Ed è a nome di tutte le istituzioni, che dovrebbero saper intercettare il grido di dolore dei familiari, chiedo scusa». Familiari e amici si sono dati il cambio nei ricordi, con le canzoni cantate da Denise, le foto e i video sullo schermo, le lettere dedicate a Giorgia. «Ti hanno strappato da me in una domenica qualunque - ha detto nella sua Alessandro - e non c’è niente che potrà alleviare questo dolore. Il tuo sorriso è un’opera d’arte custodita nei musei che sono i nostri cuori e da qui nessuno potrà portarcelo via». E poi le foto di Giorgia bambina, in culla o davanti alla torta di compleanno, con la sua famiglia; Giorgia da grande con i suoi amici nelle serate di divertimento; Giorgia davanti al telefono, mentre registra in un video in cui canta a squarciagola, felice e spensierata. Un ricordo, dice la scritta alla fine della proiezione, che non è un addio ma soltanto un arrivederci. La conclusione è simbolica: un fascio di palloncini rosa, ciascuno con un messaggio scritto a pennarello, che vola verso il cielo sulle note di Tiziano ferro, con “Per dirti ciao”, mentre gli amici si stringono in un abbraccio.


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