Massalengo, con il blocco degli sfratti si è trovato la sua casa occupata per quasi 3 anni
L’assessore Iamundo nel suo intervento su Rete 4

Massalengo, con il blocco degli sfratti si è trovato la sua casa occupata per quasi 3 anni

Sindacalista di Massalengo costretto a raccontare la sua disavventura in Tv, solo uno dei tanti casi

Un «incubo» e un’«odissea» sono le parole che si susseguono di più nel racconto. Perché il sospiro di sollievo per il lodigiano Giuseppe Iamundo e la sua famiglia è arrivato solo tre anni dopo aver assistito all’ingresso in casa degli inquilini diventati morosi già dopo pochi mesi. E dopo aver combattuto con ogni mezzo per riavere la sua casa, compresa la tv, tramite la denuncia pubblica alla trasmissione di Rete4 «Fuori dal coro», condotta da Mario Giordano. Si chiude con un attesissimo lieto fine l’incubo di Giuseppe Iamundo, classe 1980, residente a Massalengo, autista dei bus di linea e sindacalista, diventato anche uno degli esempi nazionali delle storture generate dal blocco degli sfratti causa Covid, per le norme che inserivano nello stop alle procedure anche gli inquilini morosi, e con sfratti esecutivi, precedenti alla pandemia.

L’odissea, come la chiama Iamundo, è partita il 10 agosto 2018 quando ha aperto le porte dell’abitazione acquistata nel 2006 a Massalengo - dove era rimasto fino al 2018, prima di acquistare una seconda casa più ampia - a una famiglia in affitto. I problemi erano partiti subito dopo, già nel novembre 2018 erano cessati i pagamenti, e a inizio 2019 la famiglia Iamundo si era rivolta a un legale. «Lo sfratto esecutivo era arrivato a novembre 2019 e la prima data per l’uscita dell’ufficiale giudiziario era stata fissata il 12 febbraio 2020, ma era stata poi rinviata al primo aprile - racconta il lodigiano - : in mezzo però è arrivata l’emergenza Covid e sono arrivati anche i primi decreti del Governo per fermare gli sfratti, che hanno però abbracciato anche gli inquilini che erano già morosi, e avevano sfratti esecutivi, prima dello scoppio della pandemia». E tutto così si è fermato, generando contraccolpi pesantissimi alla famiglia lodigiana, che aveva investito per la seconda abitazione accendendo un mutuo, contando di avere un introito dall’affitto per sostenerlo. Ad aprile 2021 risale l’esperienza televisiva per accendere i riflettori sul problema, in uno spazio dedicato dalla trasmissione di Rete4 alle abitazioni occupate in tempi Covid. L’assessore regionale Foroni e il senatore Augussori si sono mobilitati per chiedere informazioni e anche per dirci che i gruppi parlamentari della Lega e di Forza Italia si stavano adoperando. Lo sblocco è arrivato comunque, dal 1 luglio, e il 10 agosto è avvenuto lo sloggio. «È stato un incubo durato tre anni, in cui non ci siamo sentiti tutelati dalle istituzioni, ma per fortuna oggi è finito. E non posso che ringraziare chi ci è stato vicino».

Già nelle scorse settimane «Il Cittadino» aveva raccontato un caso simile di un pensionato di Miradolo che si ritrova con una villa in stato di degrado, “occupata” dai cani dell’inquilino moroso che già vive altrove, e nella quale non potrà entrare fino all’inizio del 2022 quando dovrebbe finalmente arrivare l’ufficiale giudiziario. Anche secondo il suo avvocato non sarebbe possibile intervenire prima.


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