MASSALENGO Accusa di omicidio stradale per la morte di Giorgia Ruggeri
Giorgia Ruggeri, la 15enne di Massalengo vittima di un incidente tra Tavazzano e Quartiano

MASSALENGO Accusa di omicidio stradale per la morte di Giorgia Ruggeri

Settimana prossima udienza davanti al gup per il giovane lodigiano che guidava l’auto finita in un fosso

Dopo la richiesta di rinvio a giudizio della Procura, per l’ipotesi di omicidio stradale, comparirà settimana prossima davanti al Gup di Lodi Francesco Salerno il 22enne lodigiano A.C., che nella notte tra il 7 e l’8 marzo dello scorso anno era al volante della Daewoo Matiz precipitata in un fosso profondo tre metri lungo la strada provinciale 158 tra Tavazzano e Quartiano, un incidente costato la vita alla 15enne di Massalengo Giorgia Ruggeri. Era rimasto ferito anche il secondo passeggero, un trentenne, ma in modo non grave. Il giovane, difeso dall’avvocato milanese Noemi Brambilla, potrebbe chiedere di patteggiare una pena inferiore ai quattro anni.

L’assicurazione della vettura, l’Itas di Trento, due mesi fa ha fatto pervenire ai parenti della vittima, che oltre ai genitori lascia una sorella, un risarcimento parziale, che assieme al rito alternativo dovrà essere considerato dai magistrati per una riduzione di pena Al conducente, alla guida dell’auto di sua madre, è anche contestato di essere stato positivo alla cannabis, oltre che di aver assunto alcol prima di mettersi al volante. Il giovane automobilista però risulta aver impugnato davanti al giudice di pace la sospensione della patente, contestando, sulla base di testimonianze di parte, che in quella curva maledetta mancasse un guard rail sicuro, in quanto pochi giorni prima ci sarebbe stato un altro incidente e la riparazione da parte degli enti competenti non sarebbe stata ancora completata. Dai rilievi era emerso che l’utilitaria guidata dall’allora 21enne non avrebbe tenuto una velocità eccessiva e quindi, questa la difesa, se ci fosse stato un guard rail adeguato non sarebbe piombata nel fosso, imprigionando la quindicenne. Il ricorso non era stato però accolto.

L’estrazione da parte dei vigili del fuoco e del personale dell’Areu era stata particolarmente complessa e, appena arrivata in gravissime condizioni al pronto soccorso di Lodi - in quei giorni in piena emergenza per il Covid - era stato organizzato un trasferimento notturno in ambulanza all’ospedale di Orzinuovi, ma risulta che i medici abbiano dovuto constatare il decesso ancora prima della partenza.

L’automobilista, che alla pari dei familiari e di tutti gli amici non potrà mai dimenticare la tragedia, potrebbe beneficiare di misure alternative al carcere.


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