MALEO Dopo la morte di Elisa una “super perizia” sul passaggio a livello VIDEO
Ieri il sopralluogo e le verifiche sul funzionamento al passaggio a livello

MALEO Dopo la morte di Elisa una “super perizia” sul passaggio a livello VIDEO

I periti della Procura “vivisezionano” l’intersezione fra 234 e binari, teatro dell’incidente

Maxi perizia ieri mattina al passaggio a livello di Maleo. Una decina fra agenti Polfer, della polizia di Stato, tecnici Rfi e incaricati della Procura hanno “vivisezionato” l’incrocio ferroviario sulla 234 provando e riprovando il funzionamento delle stanghe in concomitanza al passaggio dei treni e a traffico fermo, cronometrando i tempi di sollevamento e discesa e l’intervallo tra lo scattare del segnale e l’azionarsi dell’intero “ingranaggio”. Bocche cucite, i periti non hanno rilasciato dichiarazioni, «chiedete alla Procura» si è limitato a dire uno dei due uomini del Noif, il Nucleo operativo incidenti ferroviari della Polfer, in arrivo da Milano, tra i super esperti ingaggiati nelle indagini sul deragliamento del Frecciarossa 9595 lo scorso 6 febbraio a Livraga. Sbalzati fuori dalla motrice, morirono i macchinisti Mario Dicuonzo e Giuseppe Cicciù, 59 e 51 anni.

Il 2020 era da poco iniziato e la tragedia, allora la più grande si potesse immaginare per il territorio lodigiano, apriva a ben altra bufera: la pandemia da Covid-19 con la sua lunga scia di morti. Dopo l’emergenza coronavirus è però di nuovo lungo i binari che la cronaca è tornata a far tremare. Lo ha fatto con la morte della 34enne di Pizzighettone Elisa Conzadori il giorno di Ferragosto, quando la giovane, commessa al supermercato IperFamila a Codogno, aveva staccato in pausa pranzo per rientrare il pomeriggio al lavoro, e arrivata al passaggio ferroviario di Maleo è stata travolta da un treno.

Due testimoni denunciarono di aver visto, l’uno la sbarra lato Codogno alzata proprio al passaggio del treno, e l’altro la macchina della 34enne procedere linearmente, a riprova dell’assenza di ostacoli davanti a lei.

Una ricostruzione subito smentita dai tecnici Rfi che nell’immediatezza dell’incidente avevano eseguito i rilievi ed escluso un malfunzionamento del passaggio a livello. Una verità che però non ha esaurito il “dossier”. Lo sfasamento tra l’alzarsi delle stanghe e il sopraggiungere dei treni lungo la linea infatti è stato segnalato successivamente altre volte. A Roggione di Pizzighettone e a Grumello Cremonese nei mesi scorsi. E l’ultima pochi giorni fa di nuovo a Maleo. I sindaci Dante Sguazzi, Francesco Passerini e Luca Moggi dei tre Comuni coinvolti nella tragedia del mortale il 15 agosto hanno interpellato Rfi e ministero delle Infrastrutture chiedendo la convocazione di un tavolo per la messa in sicurezza dell’intersezione ferroviaria. In attesa di una risposta che non c’è, la Procura ha disposto un supplemento d’indagine. Eseguita ieri. Già la seconda e non è escluso la decisiva. L’esito al momento è top secret e intanto nella Bassa il passaggio a livello di Maleo resta no limits. Attraversarlo è un rischio che nessuno se la sente di correre. E allora meglio allungare e prendere la tangenziale.


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