L’odissea di Stefano, contagio senza fine e tre volte in rianimazione: «Sono un miracolato»
L’ospedale di Sant’Angelo

L’odissea di Stefano, contagio senza fine e tre volte in rianimazione: «Sono un miracolato»

La testimonianza di un 48enne che ora si trova ricoverato nel servizio di sorveglianza Covid a Sant’Angelo

Cristina Vercellone

Sono stabili i 4 pazienti ricoverati nel nuovo reparto per la sorveglianza covid di Sant’Angelo, aperto lunedì. Ad essere ricoverati sono 3 anziani, in arrivo da una struttura milanese (che non è il Pio albergo Trivulzio come riportato, invece, sul «Cittadino» di martedì) e un bambino. I malati sorvegliati con il telecovid, invece, sono saliti a 5. Il primo paziente della “ripresa” è stato un 48enne lodigiano che vuole restare anonimo. «A metà marzo - racconta Stefano - avevo la febbre, ho chiamato il medico che mi ha prescritto tachipirina e antibiotico, ma visto che non mi passava sono andato al pronto soccorso». Dalle indagini è risultato subito positivo ed è stato ricoverato in area blu. Dopo il peggioramento è stato intubato ed è finito in terapia intensiva. Dopo essere stato dimesso e riportato in area blu è peggiorato, è ritornato di nuovo in rianimazione ed è stato intubato la seconda volta.

«Sono rimasto lì 10 giorni - dice -, poi sono andato in arresto cardiaco, quando sono stato rianimato non riuscivo più a parlare. Quando mi sono ripreso e sono tornato per la terza volta in area blu, mi è venuto un ascesso ai polmoni. Sono stato operato e sono, ovviamente, finito di nuovo in terapia intensiva. Finalmente, dopo altri problemi, sono stato trasferito a Sant’Angelo per la riabilitazione, ma sono risultato positivo per due volte a un batterio. Il 14 giugno sono stato dimesso. Avrei dovuto riprendere il lavoro a luglio, invece, il 27 luglio ho fatto un tampone di controllo ed è risultato di nuovo positivo. Ho fatto la quarantena e poi i due tamponi di controllo risultati negativi. Il 25 settembre, invece, mi è venuta di nuovo la febbre e il tampone è risultato positivo, anche se debolmente, per la terza volta. Secondo i medici era una coda della positività precedente, ma devo dire che mi sento davvero miracolato».


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