LODI VECCHIO Ampliamento centrale, Felissari in pressing sulla Provincia
Il sindaco di Lodi Vecchio Lino Osvaldo Felissari in una foto d’archivio.

LODI VECCHIO Ampliamento centrale, Felissari in pressing sulla Provincia

Il progetto di Tavazzano continua a far discutere

«Serve un confronto serrato e costante». E invece «dall’ultima riunione convocata dalla Provincia lo scorso 30 marzo, in cui come territorio abbiamo presentato delle proposte sui piani di investimento che possono cambiare lo sviluppo del Lodigiano, non abbiamo ricevuto più alcuna notizia». E il rischio, parola di Lino Osvaldo Felissari, sindaco di Lodi Vecchio, «è di non arrivare pronti, come territorio, alla conclusione di una partita decisiva per il prossimo futuro». Arriva da Lodi Vecchio, e dal primo cittadino in particolare, l’appello alla costruzione di un confronto più serrato a livello provinciale sul tema della trasformazione della centrale termoelettrica di Tavazzano con Villavesco - Montanaso Lombardo. Tre le priorità del confronto indicate da Felissari, che si è già speso in più occasioni su una partita considerata decisiva per il Lodigiano, anche aggiornando costantemente il consiglio comunale sull’evoluzione dell’iter. «Come territorio dobbiamo assumere ineludibile il parere dell’Istituto superiore di Sanità, che assicura una tutela sul fronte della salute pubblica e su cui abbiamo già incassato la disponibilità della stessa impresa - spiega - : rendere quel parere come vincolante nei documenti è un primo e importante passo che come territorio dobbiamo portare avanti in modo unito. Altri temi centrali sono quelli delle bonifiche del sito e del piano di investimenti. Quando abbiamo presentato le nostre proposte come territorio, nelle riunione dello scorso 30 marzo, ci era stato assicurato un riscontro a breve, entro cinque giorni. Da allora non abbiamo più ricevuto riscontri: bisogna arrivare a stringere, serrare il confronto sugli investimenti con un accordo di piattaforma, che possa dare ai sindaci chiamati a stringere l’accordo, il conforto del sostegno e della condivisione del territorio. Se andiamo avanti di questo passo, con una riunione al mese, rischiamo di non arrivare pronti all’appuntamento con il futuro, per la costruzione di un’azione condivisa sui sistemi verdi e sul territorio»


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