LODI Un flash mob dopo le misure anti bivacchi in corso Umberto
La rimozione della panchina in corso Umberto

LODI Un flash mob dopo le misure anti bivacchi in corso Umberto

Spostata a domenica 18 la mobilitazione del Coordinamento uguali doveri, per la Lega si tratta di una «provocazione irresponsabile»

Matteo Brunello

“Porta un libro, un giornale, uno strumento musicale, una poesia…la sedia la mettiamo noi”. È questo lo slogan lanciato dal coordinamento Uguali Doveri per contestare le misure anti bivacchi in corso Umberto, dove è stata rimossa una panchina e sono previste ringhiere vicino al supermercato. Dopo un rinvio per il meteo il presidio è in programma domenica 18 aprile, dalle 10 alle 12, in corso Umberto. Ma sul “flash mob” è già polemica, perché la Lega ha evidenziato come il ritrovo avvenga in piena zona rossa.

Dopo la provocazione di un ragazzo di 16 anni, che nei giorni scorsi ha portato proprio in corso Umberto una sedia e un libro per richiamare l’attenzione sul tema dei diritti e sull’inclusione sociale, l’associazione già protagonista della battaglia sul “caso mense” – i vincoli imposti dal Broletto per l’accesso ai servizi agevolati per gli extracomunitari – prende posizione e chiama a raccolta i lodigiani. La mobilitazione nasce a seguito dell’operazione condotta dall’amministrazione del sindaco Sara Casanova che ha tolto la seduta davanti al supermercato, per le segnalazioni di bivacchi e disturbo alla quiete pubblica. Ieri è intervenuta anche la Lega con il suo segretario Alessandro Canevari per replicare: «Non cadremo nel tranello di rispondere politicamente all’ennesima provocazione del coordinamento Uguali Doveri. Diciamo politicamente perché è evidente che si nascondano dietro ad un nomignolo movimentista che altro non è che una costola della sinistra lodigiana. Non siamo nemmeno a contestare le battaglie ideologiche per cui il movimento lotta. Ma siamo decisamente esterrefatti nel constatare l’incredibile irresponsabilità nell’organizzare una manifestazione e nel richiamare gente ad unirsi in gruppo in una fase delicata dal punto di vista sanitario come quella che stiamo vivendo. Siamo in zona rossa con centinaia di attività chiuse ed impossibilitate a lavorare e loro pensano ai flash mob a favore del disagio sociale creato dall’aver rimosso una panchina? Ma per favore! Comitato? Bocciato».


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