LODI Tulipani colorati crescono dietro al cimitero
Mizzi nel suo campo di tulipani

LODI Tulipani colorati crescono dietro al cimitero

Iniziativa del titolare del Ceraseto, l’agricoltore Marco Mizzi: i fiori potranno essere raccolti dai cittadini

Rossi, gialli e arancioni. Ottantacinquemila tulipani. Si vedranno spuntare in primavera, proprio dietro al cimitero di Lodi. Quando saranno pronti da raccogliere, ognuno potrà entrare nel campo, prenderne un bel mazzo e poi passare a pagare. L’iniziativa non poteva che essere di Marco Mizzi, il giovane agricoltore che qualche anno fa ha dato il via a un frutteto, con lo stesso principio dell’auto raccolta, al Chiosino. Oggi, frutta e ortaggi del Ceraseto sono tra i più apprezzati della città. «Ho acquistato un nuovo pezzo di terra di fianco all’Adica - spiega Mizzi -. Ho piantato 85mila bulbi di tulipano di tutti i colori. Fioriranno da metà marzo a metà maggio. Ognuno li potrà raccogliere. Nel Milanese qualcuno l’ha già fatto. Ho acquistato 2 ettari, ma i tulipani ne occuperanno 1. Volevo ampliarmi, perchè al Ceraseto, dopo settembre, non c’è più frutta. Nel nuovo campo, invece, metto kiwi, mele e cachi». Perché gli alberi crescano però ci vuole tempo, così Mizzi, nel frattempo, ha pensato ai tulipani. «A Lodi - dice - non c’è nessuno che lo fa». L’idea è di far pagare l’ingresso e poi, per ogni tulipano in più si versa la differenza. «La cosa bella sarà la possibilità di farsi una bella passeggiata in mezzo ai tulipani». Mizzi è orgoglioso. «In un periodo nel quale tutti cercano di digitalizzare il più possibile perdendo un po’ di vista quello che realmente serve alle persone per essere più felici - dice -, qui rimane il contatto con la realtà. Può essere scontato, di primo acchito, ma è sempre meglio non dimenticarlo: sono importantissimi per i nostri bambini la verità semplice della natura, di un fiore o di una pianta che cresce nella terra. È il vero miracolo della fotosintesi che fa vivere il mondo, è uno di quelli più importanti, ma non viene mai proclamato da nessuno». Le esperienze che si possono fare, dice Mizzi, « da me possono essere veicolo di verità; niente è ammantato e colorato di slogan o spot; i prodotti non hanno una confezione accattivante per attrarre le persone, si vede davvero dove nascono. L’occasione è di sentirsi più liberi e autonomi, senza percorsi vincolanti: ci piacciono l’autodeterminazione, la tranquillità e la fiducia, quella che ho nei miei clienti. Nel mio piccolo anche questo è un approccio un po’ diverso alla realtà».


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