Lodi, trovato morto l’ultimo clochard

L’hanno trovato senza vita su una panchina. In riva al fiume, lì dove amava trascorrere parte della sua giornata. È morto Achille Pescarolo, uno dei più noti “clochard” della città bassa. Sessantasette anni di età e un’inconfondibile barba bianca, il suo cuore ha smesso di battere nel tardo pomeriggio di sabato. Del suo corpo senza più forze si è accorto un passante, che ha subito avvertito il “118”. Quando è arrivata l’ambulanza però non c’era più nulla da fare. Ha pagato i tanti acciacchi, che si era procurato negli anni di dura esistenza lungo la strada, sempre a caccia di un giaciglio di fortuna.

Sono in molti nel quartiere Maddalena a conoscere la sua storia. «Mi ricordo che era nato in via Fanfulla. Di professione aveva fatto il camionista in giro per tutta l’Europa. Poi un problema famigliare aveva fatto saltare tutto», racconta Gino Cassinelli, guida dell’associazione Num del Burgh. Pescarolo aveva vissuto a Lodi, quindi per 25 anni si era trasferito a Codogno. Aveva anche dovuto subire un’operazione al cuore, che l’aveva messo in ginocchio. «Viveva in riva al fiume da quasi 10 anni - aggiunge Cassinelli - avevamo anche cercato di aiutarlo. Gli avevamo donato una piccola barca, che era diventato il suo alloggio sulla sponda dell’Adda. Poi quella strana dimora gli era stata tolta ed era tornato ad andare a caccia ogni sera di una diversa sistemazione». Le giornate le trascorreva spesso davanti alla chiesa di San Rocco, dove un tempo esistevano alcune panchine, o sotto i portici dell’ex dazio di piazza Barzaghi. E alla sera sfidava a volte anche temperature rigide con alcune coperte. Fino ad alcuni anni fa, era molto spesso in compagnia di altri senzatetto, che erano soliti ritrovarsi in città bassa, ma dopo la morte di Egidio Grecchi, da tutti noti come “Birlìn”, era rimasto spesso solo. «Lo avevano anche più volte picchiato e in altri casi gli avevano rubato coperte e generi alimentari, che tutta la zona con generosità spesso gli metteva a disposizione - ricorda Cassinelli - con la casotta gli offrivamo spesso da mangiare. Era una persona che non aveva mai fatto del male a nessuno e con tanti di noi parlava spesso. Dispiace molto per la sua scomparsa».

Anche il comune di Lodi e la Caritas si erano interessati per dargli assistenza. «Con gli operatori dell’educativa di strada aveva creato ormai un buon rapporto. Da un paio di anni aveva accettato di trascorrere l’inverno nella comunità Alfa e Omega di Graffignana - dice l’assessore del comune, Silvana Cesani - e anche per quest’inverno sarebbe stato lo stesso. Lo avevamo convinto a fare alcune visite. Sapeva che non stava tanto bene. Di giorno andava a mangiare alla mensa dei poveri di via San Giacomo, mentre alla sera era ospitato al dormitorio pubblico di via Defendente. Pensare che ci eravamo da poco informati: a breve avrebbe ricevuto la sua pensione».


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