LODI Tangenziale, da un anno l’Anas deve riparare la scarpata
La nuova massicciata (Ribolini)

LODI Tangenziale, da un anno l’Anas deve riparare la scarpata

I lavori procedono a rilento, ma sono ripartiti. La circolazione resta tuttavia ridotta, con una sola corsia per senso di marcia

I lavori in tangenziale procedono a rilento, ma sono ripartiti: è da quasi un anno che l’Anas deve sistemare la scarpata ceduta durante il nubifragio tra la notte del 21-22 ottobre 2019. Nelle scorse settimane i cantieri si erano bloccati a causa di problemi tecnici-organizzativi della ditta che si sta occupando dell’intervento, nel tratto tra gli svincoli di San Bernardo e dell’ospedale. La circolazione è ancora ridotta, con una sola corsia a disposizione per senso di marcia.

Il maltempo aveva danneggiato un tratto di scarpata non consolidato da alberi di alto fusto, provocandone il dilavamento. Si erano create delle vere e proprie voragini lungo la scarpata - alte quasi 2 metri - e le frane avevano addirittura scoperto l’intelaiatura della tangenziale, esponendo alcune barre di acciaio alle intemperie. Da lì la necessità di ripristinare la situazione, per un investimento di circa 400mila euro. L’appalto in sé ha richiesto una lunga procedura per l’aggiudicazione, poi è stato il Covid-19 a rimandare a data da destinarsi l’avvio dei lavori e infine, una volta terminato il lockdown, la ditta incaricata, così come comunicato a suo tempo dagli uffici Anas, ha atteso un po’ di tempo prima di firmare la presa in carico del cantiere.

Venerdì mattina le ruspe erano in azione, inoltre alcuni operai stavano verificando i guard-rail presenti in direzione Crema. Nei giorni scorsi alla redazione del «Cittadino» sono arrivate alcune segnalazioni relative al tratto lodigiano della tangenziale. «In settimana abbiamo assistito ad un primo incidente per la nuova rotonda in tangenziale a Lodi - scrive un lettore -.Tenevo solo a evidenziare che sarà solo, purtroppo, l’inizio se nessuno provvederà a creare la giusta visibilità con il taglio dell’erba e la sistemazione corretta dei guard-rail che toglie gran parte della visuale». L’erba è ancora alta, non solo agli svincoli, ma anche sul muro di cemento che divide i due sensi di marcia, così alta che in alcuni punti (specialmente dalla rotonda delle Tre Cascine verso l’ospedale) è impossibile vedere dall’altra parte.

Diverse lamentele, inoltre, riguardano il nuovo asfalto in zona San Grato, dove non è ancora stata realizzata la segnaletica. «Una situazione indecente – commenta un’automobilista, S.M. le sue iniziali -. Basta percorrere la tangenziale in direzione Milano, da San Fereolo al Gigante, si sentono i “dossi”». La pavimentazione, infatti, non è uniforme.


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