Lodi, sostituito l’ascensore: Alberto può tornare “libero”
Alberto durante una delle sue poche uscite, quando era stato aiutato a scendere dal casa sua

Lodi, sostituito l’ascensore: Alberto può tornare “libero”

Il 38enne afflitto dalla Sla è stato a lungo costretto in casa: solo gli amici lo avevano aiutato ad uscire trasportandolo per le scale

Ha passato mesi barricato in casa per colpa di un ascensore vecchio che non gli consentiva di scendere con la sedia a rotelle.Ora l’ascensore è stato sostituito e Alberto Bianchi, 38 anni, affetto da un grave forma di sclerosi laterale amiotrofica, è potuto tornare a respirare l’aria aperta. Alberto e la moglie Giada sono sposati da quasi due anni e per circa due mesi si sono trovati costretti tra le mura di casa a causa della sostituzione dell’ascensore, purtroppo andata per le lunghe a causa della pandemia. Un vero e proprio dramma che, inevitabilmente, ha condizionato la quotidianità del ragazzo: costretto in un corpo che non risponde più, si è trovato a dover fare i conti anche con impedimenti e barriere architettoniche.

«Poter uscire di casa è stato come evadere da una lunga prigionia» dichiara Giada Negri, moglie di Alberto. Oggi Alberto è stato ricoverato al centro clinico Nemo al Niguarda per l’adattamento alla ventilazione meccanica. Li continuerà per qualche giorno la sua battaglia contro la malattia. Per chi intendesse sostenere Giada e Alberto nella loro battaglia è possibile contribuire con una donazione all’associazione “Uno slancio per Alberto” direttamente all’iban IT76I0364601600526308962925, per la possibilità di sostenerli nelle spese e terapie.n


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