LODI Pusher braccato lascia la famiglia, preso a Milano
Lodi, il carcere

LODI Pusher braccato lascia la famiglia, preso a Milano

Era fuggito da Colturano, ora è in carcere

Era fuggito da Colturano dopo che il giro di decine di tossicodipendenti che riforniva era stato scoperto. L’attività di indagine dei carabinieri di Lodi Vecchio ha portato però all’arresto e alla traduzione in carcere, a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, di un 39enne marocchino. E.M.M., queste le iniziali dell’uomo irregolare sul territorio, era stato denunciato per la prima volta per spaccio lo scorso 8 maggio quando era stato sorpreso a vendere cocaina ad un 49enne di Pavia. Poco prima di essere bloccato era però riuscito a gettare lo stupefacente in una roggia, facendo quindi dissolvere la stessa cocaina nello specchio d’acqua. Nei mesi seguenti l’attività d’indagine dei militari lodigiani è proseguita e quello che ne è scaturito è un giro imponente di spaccio tenuto dal 39enne nelle zone agricole del Lodigiano, del pavese e del milanese, dove si era creato una vasta clientela composta da tossicodipendenti dai 35 ai 50 anni. Da qui la richiesta da parte della Procura della Repubblica al Gip del Tribunale di Lodi per l’emissione della misura di custodia in carcere, accettata ed emessa il 15 settembre. E.M.M. però, braccato, aveva lasciato moglie e figli a Colturano cercando di darsi così definitivamente alla macchia. I carabinieri di Lodi Vecchio però sono riusciti a ricostruire i movimenti e i contatti del 39enne, arrivando quindi a scovarlo nel pomeriggio di giovedì nel milanese, nei pressi di Porta Farnese dove si era rifugiato. Catturato, è stato tradotto in carcere a Lodi dove tutt’ora è detenuto.


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