LODI Pronto soccorso, una giornata difficile VIDEO
Oggi apre, al Maggiore di Lodi, un nuovo reparto per i malati covid, con 16 letti, al posto della Neurologia

LODI Pronto soccorso, una giornata difficile VIDEO

Punte di 56 pazienti presenti contemporaneamente, intanto al Maggiore apre una nuova area Covid

Una giornata pesante per il pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Lodi. Con punte di 56 malati presenti contemporaneamente in pronto soccorso. Un centinaio di accessi in totale e una 20ina di persone in attesa di ricovero. «I numeri sono in aumento - spiega il direttore sanitario dell’Asst di Lodi Paolo Bernocchi -; nel nostro territorio, rispetto a Milano, siamo più tranquilli, ma siamo in crescita anche noi».

Ieri mattina, in pronto soccorso, al Maggiore, erano in osservazione 9 pazienti positivi al covid. Quella di ieri è stata una giornata pesante anche per le patologie non covid. Dovendo garantire i distanziamenti tra i pazienti, avere picchi di oltre 50 persone contemporaneamente è complicato. Verso sera, l’afflusso si è snellito. Alle 18.26 c’erano 41 pazienti a Lodi (3 in codice rosso e 17 gialli), solo 2 in meno di Milano Niguarda (4 in codice rosso e 11 in giallo). A Codogno, nella stessa ora, i pazienti erano 8, 4 in codice giallo e 4 in verde, a Vizzolo, 30, 12 in giallo e 18 in verde, 6, invece, a San Donato, 3 in giallo e 3 in verde. «Alcuni in queste ore hanno dovuto stazionare in pronto soccorso, a causa della trasformazione dei reparti - spiega Bernocchi -, si è creato un po’ di intasamento». Alcuni dei malati arrivati ieri in pronto soccorso avevano una insufficienza respiratoria significativa. Attualmente, sono 4 i pazienti covid in terapia intensiva, 2 a Lodi (oltre a 6 non covid) e 2 a Codogno. Chi non ha bisogno di ossigeno viene inviato, direttamente dal pronto soccorso, in sorveglianza con il Telecovid Z care, coordinato al Delmati dalla dottoressa Sara Forlani. In sorveglianza si sono già superati i 70 ammalati.

Nuovo reparto covid a Lodi

«Oggi (ieri, ndr) abbiamo iniziato a svuotare la neurologia per trasformarla in reparto covid», spiega Bernocchi. Si tratta di un’area blu per i pazienti più critici dotata di 16 letti. Con i 38 attuali dell’area gialla, i letti per acuti di Lodi saliranno a 54. Se aggiungiamo i 20 di Codogno, arriviamo a 74 letti covid per acuti, ai quali si aggiungono i 20 di sub acuti di Sant’Angelo.

Sistema sotto stress

«Ci stiamo preparando», dice Bernocchi. Ieri, il coordinatore regionale covid-19 dei pronto soccorso lombardi Guido Bertolini ha lanciato un allarme sul sistema ospedaliero sotto stress e il problema dei pazienti che stazionano in pronto soccorso molte ore in attesa di un posto libero in reparto. Un problema questo che, anche in inverni non pandemici, ha già riguardato l’ospedale di Lodi. Attualmente gli ospedali stanno trasformando i loro reparti in aree covid e quindi i ricoveri sono ancora garantiti. Se l’ondata pandemica continuerà a salire sarà un problema maggiore trovare posti letto liberi per ricoverare i malati. Ieri il direttore generale dell’Asst Salvatore Gioia ha annunciato, durante il tavolo in prefettura, l’invio nella terapia intensiva della fiera, di 4 medici intensivisti e 12 infermieri, metà dell’area critica e metà della terapia intensiva.

Emodinamica, si sta valutando

Per quanto riguarda l’ipotesi che l’emodinamica di Lodi torni ad essere chiusa all’invio del 118 come nella precedente ondata, la direzione è cauta. «Stiamo valutando con molto senso di responsabilità, per l’interesse del territorio», spiega Bernocchi. Quest’anno, con 100 giorni di chiusura e i pazienti lodigiani dirottati a Pavia e al Monzino, l’emodinamica è stata attivata per le urgenze oltre 90 volte. In generale sono 200 all’anno, a Lodi, le procedure interventistiche d’urgenza, per pazienti tempo dipendenti.n


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