LODI Primo maggio, la messa del vescovo: «La persona umana è il vero capitale»
Un momento della celebrazione (Borella)

LODI Primo maggio, la messa del vescovo: «La persona umana è il vero capitale»

La tradizionale celebrazione con monsignor Malvestiti nei capannoni della zona industriale di San Fereolo

“La persona umana è il vero capitale, la misura del progresso economico e sociale. Occorre far crescere un’economia di rispetto prima di tutto dei lavoratori. Il lavoro deve essere umano già nelle condizioni di partenza, rimanere umanizzante nel metodo della sua conduzione, e in ogni tappa del perseguimento del profitto”. Così il vescovo di Lodi monsignor Maurizio Malvestiti nella sera del 1 maggio alla tradizionale Messa in zona industriale a San Fereolo.

Nella festa di San Giuseppe lavoratore e nel primo giorno del mese dedicato a Maria, il vescovo ha presieduto la celebrazione tra i capannoni e le vetrine. Accanto a lui il parroco di San Fereolo e vicario cittadino don Elia Croce, e poi don Roberto Abbà, il domenicano Ettore Pensa, il diacono permanente Umberto Consolandi. Nell’assemblea diversi rappresentanti del mondo del lavoro e Riccardo Rota direttore dell’Ufficio per la pastorale sociale della diocesi. Il vescovo ha anche benedetto un’effigie mariana donata da un parrocchiano, la stessa che gli imprenditori hanno fatto stampare in regalo per tutti i presenti.

Un ricordo speciale di monsignor Malvestiti è andato alle “ricorrenti morti bianche di ogni età, persino nella stagione studentesca”, e a don Alfonso Rossetti poiché proprio durante la Messa di un anno fa era arrivata la notizia della sua dipartita.

Ancora: “Il nemico più insidioso del lavoro è la guerra, che distrugge tutto e tutti, divorando somme nell’industria delle armi pesanti che è vergognosamente più sostenuta. Invece che al sostentamento del genere umano, le risorse vengono impiegate nel colpire a morte i giovani, con tanti piccoli, anziani, malati, innocenti e indifesi. Sia pace al mondo intero. Gesù risorto ci rincuora sempre e comunque col suo saluto “Pace a voi”, e noi sulla sua parola gettiamo nuovamente le reti”.


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