LODI «Possiamo ancora fermare il progetto Esselunga»
Piazza San Lorenzo durante l’assemblea

LODI «Possiamo ancora fermare il progetto Esselunga»

Molto partecipata la serata promossa da Lodi Vivibile sull’intervento all’ex Consorzio

Una delle domande ricorrenti è “ma serve davvero questo alla città di Lodi?”. Piazza San Lorenzo si popola con le voci del “no” alla proposta del piano integrato di intervento Ex Consorzio Agrario, che prevede l’arrivo di un nuovo supermercato a marchio Esselunga.

Posti a sedere esauriti, l’assemblea pubblica è stata organizzata dal coordinamento Lodi Vivibile, formato da «formazioni e partiti che hanno voluto prestare la loro opere e il loro tempo ad analizzare le carte che si conoscono sul progetto». Ricca e articolata è stata la disamina del progetto, presentata da Simone Piacentini, capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale, che ha affrontato, punto per punto, tutte le criticità. A partire delle previsioni modificate rispetto al piano di governo del territorio e dagli incassi in termini di oneri non confrontabili con altre realtà: «Al Comune rimarrà forse 1 milione di euro, a Forlì, per un’iniziativa simile, arrivano 4,9 milioni per opere e 2,9 milioni di oneri». Poi lo spostamento dell’area cani e dell’oasi felina in via Marconi, a 500 metri in linea d’aria di distanza, e ancora l’esclusione di Vas (valutazione ambientale strategica) perché «l’impatto è stato giudicato ininfluente» e le ricadute sul commercio locale.

«Nei documenti si legge che l’area di influenza è limitata al centro storico, ma come può essere così per un supermercato grosso quanto la Bennet o il Gigante? La stima è di 50 nuovi posti di lavoro per 5 milioni di euro di fatturato, ma con questi numeri rimarrebbe aperto poco più di due mesi. Una stima più efficace, ricavata da altri studi, parla di un fatturato di 37 milioni di euro: già con 5 milioni di fatturato, le stime parlano della chiusura di 25 negozi di vicinato». Tante le criticità anche a livello viabilistico e dell’impatto sul traffico, considerato che «nella simulazione non viene considerata la zona della stazione, non è stato calcolato nessun bus, non c’è nessuna valutazione su pedoni e ciclisti».

Proiettate sullo schermo le cartine che descrivono l’impatto acustico post intervento con ampie zone rosse , approfondito anche il tema della qualità dell’aria. «Anche qui l’impatto viene definito ininfluente, anche se tra le 17 e le 18 è previsto un incremento di 475 veicoli sull’asse che porta al supermercato, uno ogni 7,5 secondi». E poi il tema della mancata condivisione con la città da parte dell’amministrazione e i timori sul futuro, anche per la presenza di un magazzino da 5 mila metri quadrati e di parcheggi su un’area di 10 mila metri. «O ci sarà un ampliamento domani o magari arriverà qui l’hub della consegna della spesa a casa e quindi una logistica in pieno centro». Tanti i cittadini, ma anche associazioni a prendere la parola per ribadire contrarietà e timori. Tra loro anche un bambino, che ha detto convinto la sua: «Visto che i bambini vogliono svagarsi e divertirsi, perché non facciamo qualcosa per loro?».

Sulla mancanza di condivisione con la città sono intervenuti anche Enrico Bosani («La giunta ha paura di confrontarsi?») e ancora il consigliere Massimo Casiraghi («È ormai una prassi l’incapacità di confrontarsi e di motivare le scelte, come per l’Isola Carolina»). Così Mauro Soldati, ex presidente della Provincia: «Non capita tutti i giorni a un amministratore di immaginare una parte così importante di città e farsela sfuggire in questo modo è grave: la partita però non è persa e questa partecipazione è un segnale importante». «Vi chiedo di darci una mano - ha chiuso Piacentini - : tutti possiamo presentare osservazioni al piano dopo l’adozione e l’amministrazione è costretta a valutarle. Perché il Comune è di tutti”.


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