LODI Pochi utenti e servizi igienici vietati,  falsa partenza per la sala lettura della biblioteca
La sala di lettura “Mario Cremonesi” della biblioteca

LODI Pochi utenti e servizi igienici vietati,

falsa partenza per la sala lettura della biblioteca

Scarsa affluenza e “disguido tecnico”, poi risolto, nel primo giorno di apertura

Biblioteca Laudense, la sala di lettura “Mario Cremonesi” riapre, con poco afflusso il primo giorno e qualche polemica. Da ieri infatti lo spazio, che con il distanziamento sociale ospita 24 posti a sedere, ha riaperto i battenti per ospitare studenti, lavoratori e anche lettori e studiosi. Nella giornata di ieri però non si è registrata una grande affluenza: verso la fine della mattinata erano solo cinque le persone presenti in sala, e non sono molte neppure le prenotazioni per i prossimi giorni. In effetti, le maturità sono ormai agli sgoccioli, e anche per diverse facoltà universitarie la sessione estiva è ormai in fase inoltrata, quando non già terminata o letteralmente agli sgoccioli. Ieri poi il servizio è stato inaugurato, purtroppo, all’insegna di un disguido non da poco, che ha caratterizzato l’apertura della sala di lettura anche l’anno scorso, prima della lunga chiusura dovuta ai lockdown che si sono susseguiti: l’impossibilità per chi si ferma a studiare, leggere o lavorare, di usufruire dei servizi igienici della biblioteca.

Il dettaglio non è sfuggito alla scrittrice lodigiana Ilaria Rossetti, che già nei giorni precedenti aveva evidenziato sui social il fatto che la sala di lettura riaprisse piuttosto tardi, in una Lombardia in zona bianca ormai da settimane, e, peraltro, soltanto al mattino, dal momento che è in vigore l’orario estivo di apertura, dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 13.30: « A me dispiace continuare a fare polemica – ha scritto ieri sul suo profilo Facebook –, ma stamattina sono approdata in sala studio della biblioteca del Comune di Lodi e ci è stato detto che è vietato l’utilizzo dei servizi igienici. Quindi possiamo stare qui anche cinque ore filate ma senza andare in bagno. L’unica alternativa è raccogliere la nostra roba, uscire e recarci in un bar. Ma è normale? Si può fare una cosa del genere? Preciso: il divieto d’accesso ai servizi figura tra le norme anti-Covid!». Il disguido è però stato risolto, grazie anche, come ha precisato Rossetti, all’interessamento del consigliere di maggioranza Marco Bollani: da oggi chi si ferma a studiare in sala Cremonesi potrà usufruire del bagno. L’avviso è stato anche pubblicato sul sito del Comune di Lodi, dove il disguido è imputato a un disservizio tecnico.


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