Lodi, per i ciechi un percorso a ostacoli

Lodi, per i ciechi un percorso a ostacoli

Dalla stazione ai semafori sonori spenti sul Passeggio, la protesta dell’Uic

Lodi non è, a livello di viabilità, «un Paese per ciechi e ipovedenti». E anche il transito attraverso lo scalo ferroviario non è agevole per loro. A sottolinearlo è Cristian Ghisalberti, consigliere della sezione lodigiana dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti: «Non mi risulta che in città ci sia, a oggi, un solo semaforo a norma da questo punto di vista – spiega – e la sostituzione di alcuni impianti con le rotonde pone un problema in termini di autonomia che, con le rotatorie, si azzera, purtroppo, completamente. E il disorientamento, per ciechi e ipovedenti, è davvero tanto». Se, infatti, con gli appositi semafori dotati di pulsante di chiamata e segnalatori acustici è possibile per queste persone attraversare in sicurezza, con le rotatorie, al momento, non sembra profilarsi una soluzione analoga, e tutto dipende dal buonsenso degli automobilisti e dalla fiducia dei pedoni con questi problemi di vista, che non possono contare su suoni che confermino il via libera. Un esempio è rappresentato dai semafori all’incrocio tra via Nino Dall’Oro e viale Anelli, una volta dotati di segnalatori acustici ma ora in disuso, con l’introduzione della rotonda.

I semafori con allarme per i ciechi, ora disattivati

I semafori con allarme per i ciechi, ora disattivati
(Foto by Parisi)

E proprio a Lodi sono comparsi, da qualche tempo, alcuni adesivi su diversi semafori che rimandano al sito www.allacieca.com, dove è disponibile un video, realizzato dallo youtuber Emalloru, dedicato alle difficoltà quotidiane delle persone cieche e ipovedenti, raccontate attraverso l’esperienza di una ragazza, Dayana. Un’altra piccola testimonianza della sensibilità al problema da parte dei cittadini. Ma i problemi, come già accennato, non si esauriscono qui: «Nella stazione di Lodi il pavimento tattile per i ciechi non è posizionato, come sarebbe ottimale, al centro del sottopassaggio ma leggermente a destra» conclude Ghisalberti. (ha collaborato Carla Ludovica Parisi)


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