LODI Non c’è pace per Santa Chiara: si dimette un altro consigliere
L’ingresso ella casa di riposo, che resta al centro della polemica politica

LODI Non c’è pace per Santa Chiara: si dimette un altro consigliere

Ancora polemiche sulla gestione della casa di riposo

Un altro consigliere si dimette dal consiglio di amministrazione di Santa Chiara. Si tratta di Elisa Bellocchio, sostenuta dal Movimento 5 Stelle: giovedì ha consegnato, via pec, le sue dimissioni. A fare la stessa scelta, a metà aprile, era stato Antonio Calandra, indicato da Fratelli d’Italia. «Le dimissioni dell’ennesima consigliera di amministrazione dal Cda di Santa Chiara riaccende la luce sull’inadeguatezza del presidente scelto dalla prima cittadina Sara Casanova e dal suo vice Lorenzo Maggi - commenta il consigliere comunale del Movimento 5 stelle Massimo Casiraghi -. Le motivazioni alla base di questa scelta, infatti, sono fondate sulle ripetute violazioni delle competenze del Cda, deliberatamente compresse a discapito di una figura di presidente accentratore». Ricordiamo, a titolo meramente esemplificativo, dice Casiraghi «il comitato di crisi istituito a fine febbraio per far fronte all’emergenza covid nella Rsa che per mesi ha riferito solo al presidente e non a tutto il consiglio di amministrazione. Un accentramento ingiustificabile - commenta - unito al fatto che durante la crisi, per diverse settimane, il presidente scelse unilateralmente di non convocare il Cda. Una scelta di accentramento esercitata dallo stesso presidente, che a distanza di mesi continua altresì a negare ai consiglieri il diritto di visionare i verbali dei consigli di amministrazione che tutto il Cda si è rifiutato di approvare, in quanto non riportanti le integrazioni dei consiglieri». Riguardo ai verbali non concessi a intervenire, in consiglio comunale, era stata la Casanova. «Il diniego - aveva detto - può essere impugnato al Tar entro 30 giorni, se si ritiene leso un diritto. È la Fondazione medesima a pagare i pareri legali, come da codice civile, visto che gode di ampia autonomia giuridica». Casiraghi esprima rammarico per le dimissioni della consigliera, «ma dopo mesi di duro lavoro - dice -, dobbiamo prendere atto che chi è a capo di Santa Chiara non ha le capacità per presiedere un organo collegiale. Il problema è stato portato all’attenzione della maggioranza diverse volte, non ultima durante il consiglio su Santa Chiara chiesto dalle opposizioni consiliari e a cui il presidente Corrado Sancilio non si è presentato, ma purtroppo il centro destra non ha preso alcun provvedimento. L’ennesima dimostrazione che più che governare il duo Casanova Maggi subisce passivamente ogni avvenimento, avendo come unico obiettivo quello di tirare a campare un giorno in più». Ieri, la Casanova non aveva ancora ricevuto le dimissioni, mentre Sancilio, contattato, non ha risposto.n


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