Lodi, l’ospedale raddoppia i posti per i malati Covid
La terapia intensiva di Lodi

Lodi, l’ospedale raddoppia i posti per i malati Covid

Con la riapertura di scuole e attività si prevedono più ricoveri: i letti passano da 10 a 20

Lodigiano, hub per il Covid, in vista dell’autunno: i letti per acuti per ricoverare le persone colpite dal virus vanno al raddoppio e passano da 10 a 20. Così l’Asst di Lodi si prepara ad affrontare un possibile rialzo dei contagi, a causa della ripresa delle attività e della mancata copertura vaccinale del 100 per cento. Nella riorganizzazione regionale, in virtù della presenza, nell’Asst di Lodi, del reparto di malattie infettive, fa sapere il direttore generale Salvatore Gioia, «Lodi è riconosciuto hub per il Covid. I letti per acuti - dice il manager - passano da 10 a 20, tra infettivi di Sant’Angelo e area gialla, collocata a Lodi nell’ex reparto di nefrologia (i malati della nefrologia sono nel reparto di medicina). Oggi è uscita la Dgr, noi siamo già in linea. Per quanto riguarda la terapia intensiva, invece, il nostro centro di riferimento Covid è il San Matteo di Pavia. Regione ha preparato il piano in vista della ripresa delle attività. La curva ha già una leggera salita, ma era prevedibile al rientro dalle vacanze, anche se il Lodigiano è in una situazione migliore rispetto agli altri territori. La terapia intensiva Covid, a Lodi quindi resta, non viene soppressa».

Durante la prima ondata Covid, secondo i dati elaborati dal rianimatore Omar Alquati, da fine febbraio a giugno 2020, sono state ricoverate 107 persone (20 femmine e 87 maschi), con un’età media di 63 anni. Da settembre 2020 a giugno 2021, invece, nella terapia intensiva dell’Asst di Lodi, sono state ricoverate 89 persone, 23 femmine e 66 maschi, con un’età media di 64 anni. La mortalità tra la prima e la seconda ondata è passata dal 49 al 36 per cento. In quest’ultimo mese, invece, secondo i dati non ancora rielaborati, ma riferiti solo agli ultimi ricoveri, nel reparto diretto dal medico Gianluca Russo, emergeva un abbassamento dell’età media. Le persone ricoverate erano comprese tra la classe 1964 e 1975.


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