LODI L’ex asilo Garibaldi sta andando in rovina
L’ingresso dello stabile in via Vistarini (Ribolini)

LODI L’ex asilo Garibaldi sta andando in rovina

Nello storico stabile di via Vistarini restano solo tre associazioni mentre il cortile è occupato da una colonia felina

Un edificio storico che dalla sua inaugurazione, risalente al gennaio 1868, ha cambiato più volte destinazione, ospitando un asilo d’infanzia, una scuola superiore, molte associazioni cittadine, con un cortile che è stato palcoscenico per gruppi musicali nelle estati lodigiane del passato.

Oggi questo stabile è in preda all’abbandono. Al numero 13 di via Vistarini, l’ex asilo Garibaldi si presenta con la sua facciata rossa scrostata e lacerata. Un portone di legno conduce a un corridoio e a un cancello metallico, che si affaccia sull’ampio androne che precede il giardino. All’interno, al piano terreno dell’edificio dove un tempo si suonava il rock e dove hanno studiato i primi diplomati del liceo artistico, si respira un clima di desolazione, sembra di stare in un complesso sospeso nel tempo.

Le associazioni, che nel recente passato avevano occupato le molte sale che erano state aule scolastiche, hanno progressivamente abbandonato il campo, soprattutto per le condizioni fatiscenti della struttura e per la mancanza di riscaldamento. Oggi rimangono le sedi del Laboratorio degli Archetipi, della sezione locale dei Bersaglieri in congedo e di Aiutiamoli-Associazione italiana famiglie ammalati psichici.

Dopo la parentesi del liceo artistico, fine anni Ottanta e inizio Novanta, si aprì la fase dei gruppi organizzati e dei servizi. All’asilo Garibaldi arrivarono il telesoccorso, l’accademia di musica Gerundia, l’Associazione sclerosi multipla, le Pleiadi, lo Sprar, la Banda di Lodi, tra gli altri. Ma oggi di quella stagione non resta che il ricordo.

L’androne aveva una porta che lo divideva dal cortile, porta che è stata asportata dal Comune in quanto deteriorata e mai sostituita. Dunque non c’è separazione tra la parte coperta e il giardino, dove fanno bella mostra di sé alcuni alberi, la cui staticità viene controllata periodicamente dagli esperti. In fondo si vede un piccolo orto, curato dal segretario dei Bersaglieri, Vincenzo Iannone, e intorno scorrazzano alcuni dei 25 gatti che compongono la colonia felina, istituita nel 2019, che accoglie i randagi della zona, tutti sterilizzati a cura dei veterinari dell’Ats.

I gatti sono i veri padroni dell’area all’aperto ma, mancando una separazione con l’edificio, non disdegnano di entrare, salire le scale e sistemarsi in una delle stanze, se trovano una porta aperta. Felini a parte, al primo piano si trovano gli spazi dove il Laboratorio degli Archetipi ha i materiali e gli attori fanno le prove, spazi che in verità si presentano in condizioni poco decorose, così come i servizi igienici, funzionanti ma al limite dell’agibilità.

Il Comune garantisce l’acqua corrente e l’elettricità, ma non il riscaldamento, cosa che impedisce l’attività invernale sia ai Bersaglieri (che hanno attrezzato il loro museo storico nei locali lungo il perimetro del giardino), sia al Laboratorio. L’associazione Aiutiamoli ha invece installato una pompa di calore sufficiente a riscaldare i due locali in concessione.

Insomma, l’edificio e il giardino portano ancora in sé il fascino del passato, ma anche il peso dell’abbandono e della trascuratezza. Sarebbe necessario un intervento di sanificazione e magari di ristrutturazione, che permetta all’ex asilo Garibaldi di vivere un’altra delle sue tante vite. Al momento, però, dall’amministrazione comunale non arrivano segnali in questo senso: servirebbero risorse che palazzo Broletto ora non può mettere a disposizione e anche la manutenzione ordinaria il più delle volte è lasciata alla buona volontà di chi mantiene in uso i locali.

Niente più note musicali, campanelle di scuola o attività sociali, quindi. Solo degrado e qualche bivacco notturno, segnalato prima che il cancello venisse chiuso con una catena. Lentamente l’ex asilo Garibaldi di via Vistarini sta andando in rovina, trasformandosi progressivamente in una struttura fatiscente e senza futuro.


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