LODI L’assessore all’istruzione Molinari: «Garantiti tutti i servizi»
L'assessore Giusy Molinari

LODI L’assessore all’istruzione Molinari: «Garantiti tutti i servizi»

Situazione difficile, «ma siamo pronti per il ritorno in aula» dice al «Cittadino»

«Il contesto è difficile certo, ma noi siamo pronti. E continueremo a monitorare e valutare l’andamento della situazione ed eventualmente a intervenire». Servizi scolastici tutti confermati a Lodi città, in vista della ripresa della scuola, confermata a lunedì 10 gennaio. Nonostante le difficoltà registrate in questo come in tutti i settori, per i contagi che colpiscono il personale, e hanno costretto per esempio alla chiusura della primaria di Castiraga Vidardo per la mancanza di docenti, il monitoraggio effettuato dal Comune di Lodi non registra situazioni da allarme.

«Dai contatti informali che abbiamo avuto con i dirigenti emergono alcune situazioni di difficoltà, come le registriamo anche noi per gli assistenti educativi, come accade in moltissimi altri settori, ma al momento si tratta di situazioni gestibili - spiega l’assessore all’istruzione Giusy Molinari - : per quanto attinente i servizi scolastici rimangono tutti confermati e si continueranno a seguire tutte le indicazioni per il servizio in sicurezza, come fatto all’inizio dell’anno scolastico con successo. Come andrà non possiamo saperlo, perché dipenderà dall’evoluzione dell’andamento del contagio e dall’effetto scuola. Io continuo a pensare che chiudere la scuola sia una sconfitta, per tutti, e farlo con poco preavviso per i genitori sia creare una complessità nelle famiglie di difficile risoluzione. Certo, il contesto è molto complicato e mi rendo conto lo sia altrettanto prendere decisioni in materia. Io continuo a pensare che la scuola non sia un vettore e che debba essere l’ultima a chiudere e che non si possa pensare di chiudere le aule e lasciare invariato il contesto della vita sociale».

La situazione, sottolinea Molinari, richiede costante monitoraggio e attenzione. «Navighiamo e vista e continuiamo a stare alla finestra perché oggi oggettivamente nessuno può dire come andrà».


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