LODI La piazza pensata per le famiglie è ostaggio dei “ragazzi terribili”
La piazza dell’Albarola con i suoi giochi e la pavimentazione anti-urto è meta di tanti bambini, ma ultimamente è diventata ostaggio di baby teppisti

LODI La piazza pensata per le famiglie è ostaggio dei “ragazzi terribili”

L’altra notte l’ultima incursione da parte di un gruppo di minorenni

Partite a pallone in notturna, anche alle 3 del mattino. Insulti a chi prova a farli ragionare e auto-assoluzioni, perché «tanto siamo minorenni - hanno detto a più riprese - che ci possono fare?». E ancora sassate, contro le vetrine e anche in direzione di chi si trova nei paraggi, gergo volgare a due passi da bambini dell’età della scuola dell’infanzia e della primaria. Siamo al parco dell’Albarola, oasi interna ai palazzi tra via Maestri del Lavoro e via Aldo Moro, una delle preferite dalle famiglie con bambini piccoli, perché qui i giochi sono ancora abbastanza nuovi e di scelta ce n’è, tra il super castello con percorsi sospesi a rete, le altalene, gli scivoli. E poi le zone a pic nic - con tavoli in legno e gazebo che garantiscono l’ombra, tanto che qualcuno, pc e documenti sul tavolo, si piazza anche a lavorare e studiare -, il campo da gioco con pavimentazione anti-urto. Insomma un parco per famiglie, diventato però sempre più ostaggio di orde di ragazzi terribili.

L’ultima segnalazione risale alla notte scorsa, tra lunedì e martedì. Sono le 3.37 del mattino e urla e schiamazzi svegliano i residenti - i palazzi si affacciano con vetrate e terrazze proprio sulla piazza interna e il parco giochi - che usano porte finestre e balconi per capire che sta succedendo. Al parco c’è un gruppetto di giovanissimi, cinque o sei in tutto. Bevono da bottiglie di vino, urlano tra loro, si lanciano sull’altalena. I residenti esasperati attirano la loro attenzione e li invitano a smettere: la risposta è disarmante, perché per l’ennesima volta i ragazzi dicono con aria di sfida, «tanto siamo minorenni». Il braccio di ferro notturno finisce con la fuga dei ragazzi che, però, tornano all’alba, alle 6 del mattino, sempre con schiamazzi e insulti a chi prova a fermarli.

Alle 10 qui ci sono solo nonni con i nipoti e qualche mamma. I bambini giocano sugli scivoli e le altalene, le mamme e i nonni approfittano per fare due chiacchiere. L’ennesima notte brava però ha lasciato il segno e non si parla d’altro. «La verità è che questi ragazzi non hanno minimamente idea di cosa sia il rispetto per gli altri - dice una donna, ma nessuno vuole metterci la faccia per evitare problemi -: è sempre stato un parco per famiglie, oggi un luogo in cui c’è da aver timore. Alle 14.30 arriva un primo gruppo, alle 16 una seconda ondata: usano i giochi dei bambini, fumano non si sa bene cosa anche di giorno, usano un gergo volgarissimo a due passi dai bambini, lanciano sassi anche contro le vetrine. La notte poi non parliamone, tra partite a pallone e urla». La domanda a cui è nessuno sa dare risposta però è una sola: «Com’è possibile che ragazzi dai 12 ai 15 anni siano fuori casa in piena notte? Alle 3 o alle 6 del mattino? I genitori dove sono?».


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