Lodi, il Movimento lotta contro la fame nel mondo piange l’amico ambasciatore
L’ambasciatore Luca Attanasio, terzo da destra, sabato dai Saveriani a Bukavu

Lodi, il Movimento lotta contro la fame nel mondo piange l’amico ambasciatore

Attanasio, assassinato lunedì, sabato e domenica era proprio a Bukavu

L’ambasciatore Luca Attanasio ucciso lunedì 22 febbraio nella Repubblica democratica del Congo (insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo), aveva fatto visita due volte alla casa di Ek’ Abana, sostenuta dal Movimento lotta fame nel Mondo di Lodi. «Ricordiamo l’ambasciatore Attanasio con un’immagine di gioia in occasione della sua visita alle bambine di Casa Ek’Abana – dichiara il Mlfm, che riceve la foto da Natalina Isella, responsabile della comunità in Congo, e si unisce alle condoglianze -. Una grave perdita per una persona dichiaratamente felice di compiere il suo ruolo diplomatico in Rdc a servizio del nostro Paese, dimostrandosi un valido sostegno alla Cooperazione italiana». Il presidente del Mlfm Antonio Colombi ha incontrato una volta Attanasio (arrivato nel settembre 2017), che anche ultimamente on line non mancava mai agli incontri di coordinamento per il Servizio civile in Congo, dove l’ong lodigiana ha accreditato alcuni giovani. «A Goma, la zona dell’agguato, la situazione è estrema. I rapimenti sono all’ordine del giorno. Finora solo di congolesi – afferma Colombi -. Lungo quella stessa strada nel 1995, all’indomani del genocidio in Rwanda, un altro agguato uccise quattro volontari e due bambini di Mondo Giusto, associazione di Lecco che conosciamo bene. Di là si va verso le miniere a cielo aperto di cobalto, coltan, diamanti. È stata la zona del focolaio di ebola, dove persino i seggi sono rimasti chiusi a causa della pandemia». Il Mlfm invece è presente a Bukavu, che dista 100 chilometri: «A Bukavu c’è estrema povertà, le case sono costruite una sopra l’altra, ma non siamo nella situazione di Goma. Qui da dieci anni non ci sono attacchi simili. Accogliendo i bambini, Natalina raccoglie i cocci di una situazione difficilissima e cerca di incollarli».

Proprio a Bukavu, Sud Kivu, ma nella comunità dei saveriani, Attanasio è stato sabato 20 e domenica 21 febbraio fino alla Messa delle 10.30. Lunedì mattina il convoglio Onu è stato attaccato nella zona di Goma, Nord Kivu. Dice padre Franco Bordignon, punto di riferimento per gli italiani e con il quale collabora il Mlfm: «Attanasio è arrivato a Bukavu sabato pomeriggio proveniente da Goma. Aveva visitato una cooperativa in favore di contadini e donne. Abbiamo passato il pomeriggio e la sera con lui e gli italiani di Bukavu. Ci ha detto dei progetti che aveva in mente per la gente. Nelle sue quattro visite si è interessato degli strati della società più abbandonati e come rilanciare la cooperazione italiana per l’est del Congo. Ha usato il suo ruolo per venire incontro agli ultimi. Uno spessore umano molto forte. È passato da noi come un uomo qualunque, così era vestito, difficile capire che fosse l’ambasciatore». Ma allora: chi sapeva del suo ruolo e spostamenti?

L’aereo di Stato con a bordo i feretri dell’ambasciatore Attanasio e del carabiniere Iacovacci, uccisi in Congo, è arrivato in nottata all’aeroporto militare di Ciampino a Roma. Ad attenderli, il presidente del Consiglio Mario Draghi, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini.


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