Lodi, il “giallo” delle teste di manichini
Le inquietanti teste di manichini apparse in città nel fine settimana

Lodi, il “giallo” delle teste di manichini

Comparse in città nel weekend, sono state rimosse dai carabinieri

Teste di “manichino” in tutta la città. Le teste, simili a quelle utilizzate nella scuola dei parrucchieri, per imparare, sabato, sono spuntate davanti alla chiesa delle Grazie, sul muretto della scalinata del Carmine, sopra la scultura di Felice Vanelli, in piazza Castello. Il primo ad accorgersene è stato don Mario Marielli che si sveglia sempre presto la mattina. Intorno alle 5 e un quarto si è accorto che una testa era collocata in cima alla fontana di piazza Zaninelli, davanti alla chiesa delle Grazie, e un’altra, invece, era in cima al cannone. Al sacerdote, inoltre, era sparita la bicicletta. Un’ora dopo le due teste erano ancora lì, sulla fontana e sul cannone, allora il sacerdote ha cercato di allertare la polizia locale, ma senza riuscirci. Più tardi sono intervenuti i carabinieri a rimuoverle.

«Mi è sembrato strano vedere quelle due teste lì davanti - spiega don Marielli -. La mia bici poi era sparita. L’ho ritrovata qualche ora dopo, ancora legata con il catenaccio in una vietta qua dietro alle Scaglioni. Non era la prima volta che mi rubavano la bicicletta. E non è la prima volta che qua fanno dei dispetti. Mi ricordo, per esempio, quando, ai tempi di don Angelo Carioni rubavano sempre la statuina di Gesù dal presepe». Qualche ora dopo i lodigiani hanno scoperto due teste uguali a quelle di piazza Zaninelli anche sul muretto della scalinata del Carmine, una sulla scultura della bambina che salta la corda, in piazza Castello e altre nel parcheggio di fianco alla scuola elementare Pezzani, in via Giovanni XXIII. «Secondo me - commenta una residente - sono delle opere d’arte. Capita di vederle anche nelle altre città, a Parigi, per esempio». «Sì, anche secondo me -dice un’altra -, sembrano le teste usate dai parrucchieri per insegnare». Altri però non hanno gradito: «Si tratta di un gesto che ha il sapore del macabro - spiega un lodigiano -, non capisco il senso di un’operazione di questo tipo».


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