Lodi, il degrado sotto la tangenziale

Lamiere con tutta l’aria di avere parentela con l’eternit, brandelli di materassi e coperte che sono stati o forse ancora sono dei giacigli, plastica di vari tipi, accendini e persino chiavette Usb: sembrano rifiuti non smaltibili normalmente, quelli che vengono lasciati sotto i piloni della nuova tangenziale. Incamminandosi dal parcheggio dell’ospedale verso il parchetto che costeggia l’Adda, il secondo ponte è ben visibile in tutti i suoi livelli: sopra il passaggio veloce delle auto, appena al di sotto lo spazio per biciclette e pedoni che dovessero attraversare il ponte, infine i piloni di sostegno dietro i quali tre ragazzi che non arrivano a diciotto anni spariscono in un secondo.

Alcuni di questi piloni nascondono infatti al proprio interno delle intercapedini che già ad una prima occhiata mostrano rimasugli di rifiuti e non poche tracce di braci. Bottiglie in plastica miste a pezzi di stoffa, resti di contenitori già bruciati, e tanti escrementi di varia natura e grandezza che preferiremmo tutti ascrivibili ai cani che fin qui arrivano in passeggiata insieme ai padroni. Da una certa angolatura delle rampe che portano a livello della ciclabile, ancora si respira un’aria di natura conosciuta: pettirossi e leprotti popolano anche in questi giorni le sponde innevate dell’Adda e qualche sportivo non rinuncia al jogging in un panorama bianco e fresco. Ma non si fatica nell’individuare qua e là una tanica poggiata dove normalmente è difficile arrivare, un altro spazio dove chiaramente è stata bruciata della spazzatura prima che il ghiaccio congelasse la cenere fattasi nera, infine una vera e propria discarica abusiva proprio nei pressi della discesa della rampa ciclabile. Ironica, se non fosse che lì si fa amara, la scritta sul cemento armato: «Non pensiamo al domani». Chissà se chi l’ha realizzata sta pensando almeno all’oggi. Oppure sono reali le parole scritte un poco più in alto, tra i graffiti del livello pedonale, dove qualcuno con gli strumenti che aveva ha lasciato un pensiero del rapper Noyz Narcos: «Se potrei sai ke farei accolerei a un povero str... tutti i c...miei mi sparerei tutta la roba del mondo in un giorno.. mi lascerei andare giù alfondo in un secondo(sic)». Per fortuna non è disperazione ovunque: il volto di Gandhi recita «Occhio per occhio, tutti saremo ciechi». In lingua originale. E chissà se sul passaggio pedonale e ciclabile della tangenziale, ci sarà ancora spazio per chi di là necessiterà di passare o per chi si vorrà concedere - nella luce bianca invernale o nei colori freschi della primavera - almeno il panorama sull’Adda.


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