Lodi, il Comune valuta la riapertura dei centri estivi: un questionario per “sondare” l’interesse delle famiglie

Lodi, il Comune valuta la riapertura dei centri estivi: un questionario per “sondare” l’interesse delle famiglie

Saranno interpellati i genitori dei ragazzi dai 3 ai 14 anni

Per sondare le necessità delle famiglie, capire quanti potrebbero essere bambini e ragazzi coinvolti e progettare un servizio compatibile con il rischio Covid-19. Lodi si mobilita per l’estate 2020 di bambini e ragazzi e per rispondere alle esigenze dei tanti genitori lavoratori con i centri estivi, complice la possibilità - messa su bianco dall’ultimo Dpcm - di far partire servizi estivi per l’infanzia dal 15 giugno, se le condizioni del contagio dovessero rimanere stabili e compatibilmente con il via libera di Regione Lombardia.

Palazzo Broletto ha messo a punto un questionario, disponibile sul sito internet istituzionale, per raccogliere le istanze dalle famiglie e l’indagine sarà pubblicizzata tramite l’invio di un sms a tutti gli iscritti ai servizi scolastici. Il sondaggio, rivolto ai genitori di bambini e ragazzi tra i 3 e i 14 anni, punta a raccogliere informazioni utili alle varie realtà attive nel territorio, dal Comune, alle parrocchie, alle associazioni sportive, e dovrà essere compilato entro lunedì 25 maggio. «L’amministrazione sta programmando l’attività, tenendo conto delle misure in vigore per la gestione dell’emergenza sanitaria e delle esigenze dei genitori e dei bambini - spiegano gli assessori all’istruzione Giusy Molinari e alle politiche sociali Mariagrazia Sobacchi -: in attesa di eventuali ulteriori disposizioni da parte della Regione, abbiamo dato il via a una serie di interlocuzioni, per orientare l’offerta estiva e rispondere ai tanti bisogni che stanno emergendo in questa fase delicata».

A differenza del passato, «occorrerà rimodulare la proposta della scuola estiva dell’infanzia di viale Calabria e non sarà possibile ripetere la formula del centro estivo alla Colonia Caccialanza, perché occorrerà ridurre al minimo gli spostamenti dei bambini e rispettare le indicazioni del Dpcm sul numero di partecipanti. Organizzeremo invece iniziative dislocate nei quartieri cittadini in spazi che dovranno essere adeguatamente predisposti. Attraverso il sondaggio chiediamo quindi alle famiglie di comunicarci in quale zona risiedono». Importante, sottolineano poi, è individuare anche bisogni e fragilità per dare una risposta a chi è più svantaggiato. Per questo le famiglie «dovranno quindi precisare la presenza di eventuali figli con disabilità, la situazione lavorativa, l’attivazione o meno di modalità di lavoro agile». L’obiettivo dell’amministrazione è di presentare entro giugno una proposta


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