Lodi, il Comune pronto a coordinare l’accoglienza
La bandiera della pace sul Broletto

Lodi, il Comune pronto a coordinare l’accoglienza

Pronti moduli digitali per dare la propria disponibilità, impegnati Servizi sociali e volontariato

Le proposte stanno arrivando spontanea dai lodigiani, che si rivolgono al Comune. Chiamano, dicono di essere a disposizione o di avere alloggi disponibili per accogliere famiglie in fuga dalla guerra e vogliono sapere che fare. Il Comune di Lodi si mobilita per fare da coordinamento alle proposte che stanno arrivando spontaneamente dai lodigiani che vogliono rendersi utili e non sentirsi impotenti di fronte al conflitto in Ucraina e alle milioni di persone in fuga, tra cui molte donne e bambini. E mette a disposizione schede digitali da compilare per raccogliere in modo ordinato le disponibilità dei privati cittadini che vogliono rendersi utili. Con un modulo è possibile rendere nota la propria disponibilità all’accoglienza, indicando se è presso la propria abitazione, e ad esempio quante stanze ci sono a disposizione, ma anche se è in un’abitazione diversa, quante stanze ha e se è arredata, in modo da avere un quadro dettagliato. Con un secondo modulo ci si può mettere a disposizione per servizi integrativi all’accoglienza, come il supporto per particolari necessità sanitaria, i trasporti, gli accompagnamenti, il supporto scolastico e ricreativo. I dati verranno successivamente presi in carico dai servizi sociali del Comune di Lodi, che si occuperanno, in caso di necessità, di ricontattare gli interessati o di farli ricontattare dalle realtà del terzo settore con cui verranno condivise le informazioni.

«Il Comune di Lodi intende supportare il coordinamento delle proposte di solidarietà che stanno nascendo spontaneamente sul territorio - ha sottolineato ieri il sindaco Sara Casanova - : abbiamo raccolto le informazioni essenziali in nostro possesso sull’organizzazione dell’accoglienza dei cittadini ucraini e ci siamo resi disponibili a mettere in collegamento le associazioni del Terzo settore con i privati che generosamente vogliono mettere a disposizione alloggi e altri servizi. Sono numerose le proposte, arrivate ai nostri Servizi sociali in questi giorni, segno della grande generosità del nostro territorio, che vorremmo raccogliere e condividere, come possibile strumento appoggio al sistema pubblico in risposta alle necessità di chi è in fuga dalla guerra».


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