Lodi, il caso “cartelle pazze” per le visite in ospedale: l’Asst ne annulla 3.900
L’ospedale Maggiore di Lodi

Lodi, il caso “cartelle pazze” per le visite in ospedale: l’Asst ne annulla 3.900

“Disguido dovuto a un disallineamento informatico” ma altre ottomila rimangono valide. Il caso sollevato da «Il Cittadino»

“Cartelle pazze” che chiedono pagamenti arretrati dall’Asst di Lodi: l’azienda sanitaria rende noto di aver “già provveduto a stralciare d’ufficio circa 3.900 posizioni, sulle oltre 13.000 caricate dall’Agenzia delle Entrate”, e di aver “preso in carico tutte le segnalazioni pervenute all’Ufficio relazioni con il pubblico (circa un migliaio) comunicando direttamente all’utente l’eventuale annullamento del pagamento o la correttezza dell’invio della comunicazione. La maggioranza di tali avvisi ha riguardato il mancato pagamento di prestazioni ambulatoriali, la parte restante è riferibile a visite in solvenza o a dimissioni in codice bianco da Pronto soccorso. In merito alle numerose segnalazioni, riportate anche a mezzo stampa, sulla ricezione di avvisi da parte dell’Agenzia delle Entrate relativi al mancato pagamento di prestazioni sanitarie erogate a partire dal 2012 dall’ASST di Lodi, la Direzione – con la collaborazione di tutti gli uffici interessati – ha verificato ed accertato l’esistenza di un’anomalia causata da un disallineamento tra banche dati. Questo disallineamento ha, purtroppo, determinato l’inserimento di posizioni debitorie non dovute”.

I cittadini potranno comunque inviare richieste di chiarimento all’indirizzo mail [email protected], indicando in calce i propri contatti telefonici ed allegando già opportuna documentazione per agevolare la presa in carico della pratica. Quest’opzione di comunicazione è quella consigliata in considerazione del numero di segnalazioni che potrebbero pervenire. Oltre all’URP (aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 17, nella sede di Viale Savoia) e alla linea telefonica dedicata al recupero crediti (0371/ 376431 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13), a disposizione degli utenti c’è anche l’Ufficio di Pubblica Tutela che, in seguito a delibera n. 578 del 27 maggio 2022, è stato ricostituito.

Ricordiamo infine ai nostri utenti titolari di esenzione (per reddito, invalidità o patologia) di verificare sempre che il codice di esenzione sia riportato correttamente sull’impegnativa: la mancanza di tale indicazione non può essere sanata in sede di accettazione o di esecuzione della prestazione.

L’ASST di Lodi, alla luce di quanto espresso, chiede comunque scusa per i disagi ai cittadini che hanno ricevuto un avviso non dovuto. Si evidenzia che nella maggior parte dei casi gli avvisi sono fondati e riferiti a crediti per prestazioni effettuate e non saldate e che tale attività di recupero è volta a garantire l’equità tra i cittadini che accedono al Servizio sanitario pubblico.

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