Lodi, i sentieri lungo l’Adda sempre più affollati ma sono pieni di rifiuti
Non c’è limite alla fantasia degli inquinatori (Foto by Bianchi)

Lodi, i sentieri lungo l’Adda sempre più affollati ma sono pieni di rifiuti

Oltre la Barbina nessuno si preoccupa di ripulire l’ambiente

L’Adda per pedoni e ciclisti? A Lodi città la stanno riscoprendo in tanti, non solo nel tratto dal ponte verso il Belgiardino ma anche oltre la zona dell’ospedale. Dal parcheggio di via Massena in diversi imboccano la strada bianca che lambisce la cascina Barbina, sempre affascinante, e si dirigono tra i campi. Ci sono papà con bambini, coppie giovani con bici sportive e coppie più mature a piedi, amiche che si vedono all’aperto dopo tanto tempo. Oltre ai cartelli del Parco Adda Sud, qua e là qualche sbarra abbassata impedisce il passaggio di auto. A dire il vero, non è sempre chiaro dove si tratti di proprietà privata e dove no, qualche indicazione in più che comunichi a pedoni e ciclisti se hanno diritto di passaggio, non guasterebbe. Ad ogni modo il lungo Adda da questa parte della città, a sud del ponte nuovo, riserva begli scorci tra i boschetti, i sentieri che si fanno stretti, le farfalle, i fagiani e le fioriture di aprile. Delle auto in tangenziale non arriva più il rumore e il fiume in alcuni tratti presenta piccoli spazi di sabbia fine, acqua bassa in cui si intravvedono le conchiglie, curve e allargamenti dell’alveo che danno tranquillità.

Tutto questo però convive con gli immancabili rifiuti. Impossibile non notare brandelli di plastica persino appesi agli arbusti, lasciati dall’Adda in piena. Bottiglie arrivate con l’acqua alta e rimaste quando il fiume si ritira. Chi volesse fare una semplice sosta sulla riva, per esempio, farebbe fatica a trovare un luogo da cui non vede rifiuti. E ciò che colpisce ancor di più di quanto viene disseminato dal fiume (comunque abbandonato a monte ancora dall’uomo) sono i sacchetti di plastica evidentemente lasciati sul posto. C’è quello pieno di rifiuti adagiato proprio sugli ultimi sassi all’asciutto; c’è quell’altro incastrato tra due cespugli, sempre sulla riva. E c’è persino una sdraio con accanto cassette in legno e una bottiglia di vino. Forse l’ha posizionata qualcuno che si vuole godere il panorama da un luogo rialzato? Forse. Perché il lungo Adda è per tutti. E se ciascuno ricordasse di non essere l’unico ad averne diritto, sarebbe davvero più bello… per tutti.


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