LODI I canoisti del Belgiardino sono stufi di attendere: «Abbiamo bisogno di una vera sede»
Canoisti davanti al capanno al parco Belgiardino (archivio)

LODI I canoisti del Belgiardino sono stufi di attendere: «Abbiamo bisogno di una vera sede»

Si aspetta anche la realizzazione del nuovo attracco, promesso con fondi di Regione Lombardia

È una situazione che avrebbe quasi del ridicolo, se non fosse l’ennesimo esempio della considerazione di cui gode il gruppo ricreativo canoistico lodigiano, che a Lodi ha sede al Belgiardino, e che ogni anno organizza corsi gratuiti per decine di ragazzi, semplicemente per il gusto di diffondere la passione per lo sport della canoa da discesa.

Ora, però, il Crcl rischia di non poter vivere appieno la stagione sportiva perché, dopo la fine del contratto con Acquatica per la gestione del Belgiardino, non è possibile rinnovare il contratto di comodato d’uso che i canoisti siglavano con i gestori per l’utilizzo dei due capanni che fanno da rimessa alle canoe. «Abbiamo chiesto al Comune di fare un contratto separato rispetto al bando per la gestione della piscina, ma non c’è stato verso» spiega il presidente Gianroberto Pezzetti. Senza una sede, non c’è modo di iscriversi alla Federazione, quindi non si possono organizzare gare né tenere corsi. «Al momento a dire il vero siamo comunque iscritti, ma abbiamo una iscrizione con riserva, sulla fiducia. Abbiamo bisogno del contratto quanto prima» prosegue il presidente, ribadendo che l’attività si fonda esclusivamente sulle tessere dei soci e che i corsi sono gratuiti: «Non viviamo dei corsi, ma questi rappresentano il fulcro della nostra attività, che è nata non tanto con l’obiettivo di primeggiare nelle gare, ma di avvicinare tutti, e soprattutto i più giovani, a questo sport».

L’unica concessione, per ora, è stata la possibilità di utilizzare i bagni interni al parco (occupandosi personalmente di tenerli puliti e pagando l’acqua), altrimenti bisognava utilizzare quelli del ristorante. «D’inverno non abbiamo nemmeno l’acqua, ci riempiamo una tanica da casa. Non abbiamo riscaldamento né spogliatoi adeguati. Più volte abbiamo chiesto la possibilità di utilizzare l’appartamento posto sopra il ristorante, attualmente inutilizzato, ma non abbiamo mai avuto l’assenso».

L’ultima partita è quella dell’attracco fluviale, che era stato promesso dal Comune (con fondi regionali già stanziati): c’è stato un intenso dialogo con l’amministrazione, ma poi non si è arrivati ad alcun risultato, e al momento l’ultima informazione disponibile ai canoisti è che si trova nella fase di progettazione.


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