LODI Forse una svolta per la nuova cattedrale vegetale
Le macerie della cattedrale vegetale (Ribolini)

LODI Forse una svolta per la nuova cattedrale vegetale

Un sopralluogo il 31 maggio per valutare la collocazione della versione 2.0 dell'opera di Mauri. Si pensa a una raccolta fondi

Poco più di quattro anni fa - era il 23 aprile 2017 - c’era la folla delle grandi occasioni per l’inaugurazione. Le autorità riunite, tanti lodigiani stupiti e quasi intimoriti dall’opera maestosa, con il calco della natura e l’ingegno dell’uomo riuniti in una gigantesca basilica gotica laica sul lungo fiume. Quattro anni dopo, qui, a ridosso dell’area ex Sicc, c’è solo il silenzio, in attesa della svolta, che potrebbe arrivare presto. Il 31 maggio, a giorni quindi, è atteso un sopralluogo per vagliare se quel luogo potrà ospitare la versione 2.0 della Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri. Giorni decisivi per il progetto di ricostruzione dell’opera che ha avuto vita breve - poco più di due anni in tutto, ma i primi crolli sono datati 2008, al punto che era stata già necessaria una chiusura al pubblico per motivi di sicurezza - e che doveva essere il biglietto da visita per la città in vista di Expo Milano 2015.

Il legno che componeva le navate dell’edificio nato nella mente dell’artista Giuliano Mauri è ancora accatasto ordinatamente in gradi mucchi. In attesa che quel capitolo iniziato poco meno di cinque anni fa, nel maggio 2016, con l’avvio delle operazioni di realizzazione di quell’opera che inizialmente era stata presentata come il biglietto da visita di Expo Milano 2015. A cinque anni dall’avvio del cantiere per la Cattedrale Vegetale, si lavora per la versione 2.0. A parlare dell’iniziativa è Andrea Cancellato, già sindaco della città nel decennio 1980-1990, ed ex direttore della Triennale di Milano, oggi presidente di Federculture. L’intenzione è quella di costituire un’associazione riconosciuta e sottoposta a sorveglianza pubblica e di avviare una campagna di raccolta fondi per ricostruire l’opera. Prima di tutto, però, ci sono alcuni nodi da sciogliere. «Siamo nella fase del piano di fattibilità dell’opera - spiega Cancellato - : l’amministrazione sta valutando la concessione dell’opera, ma occorrono prima delle valutazioni tecniche. E la prima è sull’area: per questo il 31 maggio ci sarà un sopralluogo tecnico per capire l’idoneità della localizzazione precedente. Un momento di valutazione sul terreno, per sciogliere i dubbi sull’idoneità del terreno alla crescita delle piante, e sulla posizione, per capire se è troppo esposto alle intemperie e al vento, che non è più fenomeno così infrequente nel nostro territorio». Da valutare anche le dimensioni della nuova versione della cattedrale. «Giuliano Mauri realizzò più progetti - continua Cancellato - : a tre o cinque navate, di altezze differenti. Per questo al sopralluogo ci sarà Emanuele Montibeller, direttore artistico di Arte Sella, dove è nata la prima cattedrale vegetale di Mauri. Dopo questo esame sapremo di più sul futuro». E sul progetto per riportare a Lodi «un’opera che è stata che credo sia stata immediatamente amata da larga parte della popolazione e sia diventato un segnale di riconoscimento della città anche al di fuori della provincia: tutti noi siamo convinti che, grazie alla cultura, in un momento difficile come quello che stiamo vivendo come Paese, possa crescere un senso di comunità e di coesione». Rappresentato da «un progetto artistico, ma anche identitario e sociale». Se l’area non venisse giudicata idonea? «Crediamo si possa trovare un’alternativa e la condivideremo senz’altro con la città».


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