Lodi, «facciamo già didattica a distanza:  bisogna potenziare, invece, i trasporti»
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Lodi, «facciamo già didattica a distanza:

bisogna potenziare, invece, i trasporti»

Le scuole della città alternano già la didattica a distanza con quella in presenza, sono già in linea con l’ordinanza regionale

Le scuole superiori di Lodi sono già allineate dall’inizio dell’anno, alternando didattica a distanza con quella in presenza, con quanto previsto dall’ordinanza regionale di venerdì. Non hanno bisogno di aumentare le lezioni da casa.

«All’istituto Ambrosoli di Codogno - spiega la preside Antonia Rizzi - abbiamo già previsto didattica a distanza fin dall’inizio dell’anno scolastico, per ogni sede, con modalità differenti. Al momento non abbiamo intensificato perché ci sembra che possa andare bene. Abbiamo, ovviamente, pronto un piano di potenziamento della didattica a distanza da attivare in caso di necessità. Però con le numerose attività laboratoriali previste sarebbe un problema».

L’istituto Bassi di Lodi guidato da Francesco Terracina non ha bisogno di aggiungere nulla: le classi stanno già a casa da una a due volte a settimana.

Anche al Volta, la situazione è già pensata secondo le norme della massima sicurezza fin dall’inizio dell’anno. «Abbiamo classi al 50 per cento in presenza e al 50 a distanza - spiega la dirigente Luciana Tonarelli - con due turni d’ingresso diversificati, tranne le prime e le quinte. Il 35 per cento della popolazione scolastica, ogni settimana, è a casa. Se poi indicheranno una percentuale obbligatoria ci adegueremo». Il Volta è la scuola che ha più didattica a distanza di tutte le altre.

Il Maffeo Vegio, che si era organizzato in modo da evitare la didattica a distanza, ha dovuto attivarla. Il liceo Gandini, invece, è già al 20 per cento di didattica da casa. «Il vero problema - annota la preside Giusy Moroni - è quello dei trasporti: dovranno essere potenziati».

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