LODI È allerta per i bagni nell’Adda
Bagnanti a Boffalora d’Adda, ai confini di Lodi

LODI È allerta per i bagni nell’Adda

Il sindaco Sara Casanova ricorda lo stop alla balneazione nel fiume

L’immagine dello scorso week end delle persone in coda, sotto il sole, per un tuffo nella vasca al Belgiardino è eloquente. Unisce in un unico frame la voglia di divertimento e quella di trovare refrigerio quando la colonnina di mercurio sale. Con il ritorno del caldo scatta l’allerta dei bagni in Adda, vietati da anni e pericolosi. E sono di nuovo i sindaci a invitare al rispetto delle regole. È il caso del Comune di Lodi, dove è in vigore dal 2014 l’ordinanza che vieta la balneazione in Adda, «per i rischi dovuti alla profondità irregolare del fondo e alle turbolenze». «Ogni anno puntualmente si verificano tragici episodi di annegamento che dobbiamo in qualunque modo scongiurare - sottolinea il sindaco Sara Casanova - . Al di là delle attività di controllo messe in atto, faccio appello alla responsabilità di ognuno perché si rispetti questa misura che non deve essere letta in chiave punitiva, ma al contrario come un provvedimento a tutela della sicurezza di tutti. Trascorrere qualche ora di svago lungo i gerali, è una bella opportunità offerta dal nostro fiume, ma la cautela non deve mai venire meno». Da qui l’invito a segnalare le eventuali situazioni di pericolo, «così che le forze dell’ordine possano intervenire e svolgere le necessarie verifiche». Ai sindaci è arrivata anche una comunicazione dell’Ats Città Metropolitana, in cui si fa riferimento alla possibilità che nei fiumi finiscano scarichi di impianti di depurazione di acque reflue civili e industriali, che potrebbero essere contaminati dal virus Sars-CoV2. In vigore dal 2015 il divieto di balneazione anche nel Comune di Boffalora d’Adda, teatro di un importante turismo di fiume, per le spiagge dei gerali, così come nei comuni di Corte Palasio (in frazione Casellario) e Abbadia Cerreto, dove è frequentato il sentiero delle Libellule. «Purtroppo spesso ci troviamo a far fronte a chi non rispetta le regole e va incontro ai rischi determinati dalla pericolosità del fiume - dice Livio Bossi, sindaco di Boffalora - : altro tema è quello della tutela ambientale, sia per i fuochi liberi (vietati) sia per i rifiuti lasciati dopo i picnic. Molto fanno le guardie ecologiche e altri volontari, ma serve buonsenso e civiltà».


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