LODI Derubate all’ospedale Maggiore due donne ricoverate per Covid
L’ospedale Maggiore di Lodi, anche nell’emergenza Covid si stanno verificando furti ai danni di pazienti

LODI Derubate all’ospedale Maggiore due donne ricoverate per Covid

Spariti catenina d’oro, bancomat e contanti in reparto. «Ma non può entrare nessuno»

Due donne ricoverate da alcuni giorni in uno dei reparti covid dell’ospedale Maggiore di Lodi, area gialla, secondo piano, sono state derubate delle poche cose di valore che tenevano nel comodino del letto di degenza.

A una di loro sono spariti due tessere Bancomat, una catenina d’oro e un centinaio di euro in contanti, e anche una vicina di letto si è ritrovata con il portafogli svuotato. Le pazienti, che sono autonome e stabili, hanno subito informato i responsabili del reparto, uno dei parenti, informato telefonicamente dalla ricoverata di quanto accaduto, ha anche informato l’ufficio relazioni con il pubblico dell’Asst. Che fa sapere di avere immediatamente avviato verifiche interne, invitando il personale a tenere gli occhi aperti.

La particolarità del grave fatto è che ormai da mesi sono vietate le visite ai ricoverati, per prevenire l’ingresso di portatori del coronavirus in ospedale, e in particolare gli accessi ai reparti covid, che attualmente contano una novantina di degenti al Maggiore, più i 6 in rianimazione, sono limitati a personale sanitario o delle pulizie. «Se entra un estraneo in uno di questi reparti lo si nota subito», sottolinea la dottoressa Angela Bocconi, portavoce dell’Asst. Ci sono però anche pazienti che, pur avendo il covid, si alzano dal letto e camminano nei reparti, il che è positivo per la loro salute ma rende anche l’idea che comunque in ospedale resta per fortuna un certo grado di libertà e inevitabimente c’è chi ne abusa. Formalmente sono episodi inediti in questo periodo, anche se nell’angoscia dell’emergenza covid nei mesi scorsi non era mancato chi aveva perso di vista, ad esempio, gli anelli d’oro di un parente.

I figli di una delle vittime del furto hanno informato i carabinieri della stazione del paese dell’Alto Lodigiano in cui abitano, ma, essendo anche loro in quarantena, potranno formalizzare la denuncia solo fra qualche giorno. Le autorità comunque sono state doverosamente informate e in casi del genere si può procedere d’ufficio.

Adesso per le due ricoverate c’è anche il problema pratico di non avere contante per comprarsi una rivista per passare il tempo o per un caffè. «Però - fa sapere una di loro attraverso un parente - ditelo a tutti che mi stanno curando bene».


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