Lodi, colpo di scena sul caso Esselunga: il Consiglio di Stato dà ragione al Comune
La demolizione dell’ex Consorzio Agrario di Lodi

Lodi, colpo di scena sul caso Esselunga: il Consiglio di Stato dà ragione al Comune

Respinta in secondo grado la richiesta cautelare di Legambiente e Comitato di cittadini

Il Consiglio di Stato ha annullato la sospensiva che era stata concessa il mese scorso dal Tar di Milano riguardo agli atti di autorizzazione rilasciati dal Comune di Lodi per l’edificazione del nuovo supermercato (Esselunga) al posto dell’ex Consorzio Agrario di via Polenghi Lombardo. I giudici di Roma hanno quindi stamattina determinato il respingimento della richiesta di sospensiva che era stata presentata da Legambiente e da un comitato di cittadini, accogliendo il controricorso presentato nelle scorse settimane dal Comune di Lodi contro il provvedimento cautelare del Tar.

Secondo i giudici del primo grado il Broletto avrebbe corso troppo nell’autorizzazione, bypassando la necessità di una nuova valutazione ambientale strategica che avrebbe richiesto mesi e un’ulteriore mole di documentazione. I giudici del Consiglio di Stato invece sembrano essere di parere opposto, non riscontrando evidenze di illegittimità o quantomeno rischi di lesione dei diritti nel far continuare le opere del cantiere che erano state autorizzate dal Comune di Lodi. La quarta sezione del Consiglio di Stato ritiene che “può suscitare perplessità la ripetizione di attività valutative già svolte in relazione ad altro livello di pianificazione”.

Già il vigente piano di governo del territorio del 2013 comprende infatti una Valutazione ambientale strategica generale e contempla una destinazione a “media superficie di vendita” dell’area ex Consorzio. Ma secondo gli ambientalisti, e i giudici del cautelare di primo grado, quella Vas non sarebbe oggi più sufficiente per un intervento così impattante, ad esempio per il traffico indotto. A questo punto sarà nuovamente il Tar di Milano a dover decidere nel merito il prossimo 3 maggio, ma la decisione dei giudici di Roma indica quantomeno che la questione di diritto urbanistico non è così pacifica ed è suscettibile di più interpretazioni.


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