LODI Ascensore ko nelle case Aler, una 93enne “imprigionata” da un mese
Maria Errichiello vive con il figlio nella palazzina Aler di via Amendola 6

LODI Ascensore ko nelle case Aler, una 93enne “imprigionata” da un mese

Maria Errichiello è su una sedia a rotelle e attaccata all’ossigeno

La signora Maria ha 93 anni, fa l’ossigeno-terapia 24 ore su 24 e si muove su una sedia a rotelle. Oggi, però, solo in casa: niente giri del palazzo a prendere un po’ d’aria e nemmeno la possibilità di andare dal medico per le visite che ha in programma. Perché l’ascensore della palazzina Aler al civico 6 di via Amendola è fermo. Ancora una famiglia ostaggio degli ascensori bloccati, in un contesto Aler, questa volta nel capoluogo.

A raccontare quel che è accaduto e sta accadendo alla famiglia, che vive al quarto piano della palazzina, è il figlio di Maria Errichiello, Giovanni Belardo, 63 anni, che lancia un appello perché la situazione sia risolta al più presto e si metta fine all’odissea della famiglia. «È da un mese che va avanti questa situazione – racconta Giovanni – e non è stato ancora possibile risolverla. Intanto abbiamo già dovuto disdire un appuntamento dal medico, per i controlli della mamma, perché non è possibile portarla fuori casa. Le scale ovviamente non può farle e sarebbe proibitivo anche portarla già in braccio per quattro piani». Come è stato difficile portare in casa una bombola di ossigeno da 70 chili nei giorni scorsi: Giovanni non ha potuto farlo da solo e alla fine, grazie all’aiuto di altre due persone, l’«impresa» è stata portata a compimento. C’è amarezza in casa Belardo-Errichiello. «Si parla spesso dei contesti Aler e spesso si parla anche di chi non paga l’affitto: ecco, noi l’affitto lo paghiamo e sempre con puntualità – precisa Giovanni - . Abbiamo contattato più volte il servizio tecnico di Aler, abbiamo ricevuto riscontri, sappiamo cosa c’è che non va, ma non si riesce a risolvere. E così per noi la situazione non è sostenibile».

L’ascensore ha funzionato per un periodo a singhiozzo, mentre ora è definitivamente fermo. Il pezzo danneggiato, è stato ordinato, ma le famiglie sono ancora in attesa. Per capirne di più e ottenere un riscontro sui tempi dell’intervento che metterebbe fine all’incubo della famiglia, Il Cittadino ha contattato il direttore generale di Aler Pavia Lodi Matteo Papagni. «Siamo a conoscenza della problematica e mi spiace molto per il disagio vissuto, ma ci siamo mobilitati subito per ovviare al problema – rimarca - : purtroppo questo episodio è avvenuto in un momento di passaggio di consegne tra il precedente e il nuovo appaltatore per la manutenzione degli impianti, oggi affidata a Bertoli. E purtroppo ci sono anche dei ritardi nella consegna del pezzo che va sostituito: per ovviare al problema, la settimana prossima provvederemo a smontare lo stesso pezzo dall’impianto del civico 8 di via Amendola, dove gli alloggi sono sfitti, e lo monteremo sull’impianto del civico 6, dove è necessario intervenire con urgenza».


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