LO SCANDALO AGRICOLTURA «Frode da 17 milioni con il biogas»
Finanzieri impegnati nel controllo dei documenti aziende di Villanova Sillaro e Pieve Fissiraga

LO SCANDALO AGRICOLTURA «Frode da 17 milioni con il biogas»

Operazione congiunta di carabinieri e guardia di finanza: trovati plastica, vetro e alluminio nei campi coltivati di tre province

Alimentari scaduti, prevalentemente latticini, ritirati per riutilizzarli come mangime per i maiali o come materiale da fermentazione per il biogas, ma subito triturati tali e quali e utilizzati senza ripulirli da carta, cartone, plastica, vetro e alluminio degli imballaggi, che finivano quindi negli stomaci dei maiali destinati a diventare prosciutti Dop San Daniele o Di Parma o, successivamente nei campi di quindici aziende agricole, nascosti nel liquame nero del digestato.

I carabinieri del Comando tutela agroalimentare di Lodi hanno eseguito in questi giorni un decreto di sequestro preventivo del Gip del Tribunale di Milano a carico di due società con sede a Villanova Sillaro, la F.lli Toninelli Agricola S.S., e a Pieve Fissiraga, la Lucra 96 Srl, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano, competente per uno dei reati contestati, quello di attività organizzata per lo smaltimento illecito di rifiuti. Alle indagini, in cui si ipotizza anche la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, ha preso parte anche il comando provinciale di Lodi della guardia di finanza.

Il sequestro parte dalle indagini dei carabinieri del Reparto tutela agroalimentare di Parma, ai tre titolari delle due società viene contestato di aver conseguito indebitamente contributi pubblici per 3.937.029 euro dal Gestore dei servizi energetici, gestendo impropriamente alimenti scaduti prima per produrre biogas e quindi smaltendoli nei campi senza averli depurati. I carabinieri hanno accertato inoltre che nelle annate agrarie 2018 e 2019, presso le due aziende sotto indagine, oltre ai rifiuti già rinvenuti nel corso delle ispezioni, venivano trattate 3.624 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi, ritirati dall’industria alimentare, immettendoli illecitamente negli impianti di biogas e poi, una volta”digestati”, smaltiti impropriamente come concime organico, sia sulle superfici delle società indagate sia su quelle di altre 15 aziende agricole delle province di Lodi, Pavia e Milano, che si ritengono inconsapevoli della reale natura dei prodotti ricevuti. I resti delle confezioni di latticini sminuzzate sono stati ritrovati dai carabinieri in alcuni campi.

Questi comportamenti ritenuti illeciti dagli inquirenti avrebbero permesso agli indagati di realizzare ingiusti profitti per complessivi 17 milioni e 133mila euro, derivanti dall’indebito conseguimento di erogazioni pubbliche dal Gestore Servizi Energetici nazionale (GSE) per 8,4 milioni connessi alla vendita di energia prodotta da fonti di energia rinnovabili che si ritiene non avessero i requisiti di legge, e un indebito risparmio derivante dall’omesso smaltimento regolare dei rifiuti speciali, che avrebbero dovuto pagare attraverso il ricorso ad aziende del settore, pari a 8,6 milioni di euro. Oltre ai tre imprenditori sono indagati anche due loro tecnici di fiducia. Sequestrati per equivalente 1,2 milioni di euro in contanti e 44 immobili, fino a un valore di 3,9 milioni di euro, compreso un agriturismo a Marudo.


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