L’INTERVISTA Baldanti: «Serve la terza dose solo per i più fragili»
Fausto Baldanti, primario di virologia del San Matteo

L’INTERVISTA Baldanti: «Serve la terza dose solo per i più fragili»

Per il primario di virologia del San Matteo la barriera anticorpale dei vaccini si è dimostrata efficace

Il virus si sta adattando all’ecosistema umano e una terza dose di vaccino sarà necessaria solo per proteggere le persone più fragili. A dirlo il professor Fausto Baldanti, responsabile del laboratorio di virologia molecolare del San Matteo di Pavia che studia e monitora anche i casi della provincia di Lodi e del Sudmilano. Da uno studio del Policlinico sugli operatori sanitari è emerso che solo il 2 per cento dei vaccinati si è ricontagiato, ma in maniera lieve. Questo a dimostrazione del fatto che la barriera anticorpale prodotta dalla vaccinazione è efficace.

Professore, quanti sequenziamenti vengono effettuati giornalmente?

«Tantissimi».

Dall’osservatorio dei medici di medicina generale della provincia di Lodi si evince che il 92 per cento dei contagi è variante Delta...

«Sì, è la variante predominante. La Delta ha soppiantato la variante Alfa, inglese. La sudafricana e la Brasiliana si sono estinte ancora prima».

Cosa vuol dire che si sono estinte?

«Che stiamo assistendo all’evoluzione di un virus che sta entrando nell’ecosistema umano e ai suoi tentativi di adattarsi all’uomo, stiamo osservando l’evoluzione del virus».

Quindi anche la Delta si estinguerà?

«Le previsioni affrettate non sono mai corrette. La variante Alfa doveva essere un disastro, si è estinta. la Sudafricana che rispondeva poco ai vaccini si è estinta. Adesso stiamo osservando l’evoluzione della Delta. Già la prima ondata contemplava 7 varianti del virus diverse da quella cinese. Come sappiamo a Lodi circolava un virus, a Bergamo un altro. Poi l’evoluzione è proseguita nell’estate del 2020. In autunno l’Alfa è diventata predominante nel Kent, ha iniziato a differenziarsi in sottovarianti e poi è scomparsa. Adesso sta succedendo la stessa cosa con la Delta, prima era in India, poi in primavera in Uk, poi è diventata predominante in Italia, a luglio, e adesso tutti i contagi sono da variante Delta».

È più pericolosa?

«Nelle persone non vaccinate è molto contagiosa».

I vaccinati si contagiano?

«Nelle persone sottoposte a una sola dose il virus riesce a superare la barriera immunologica, ma nelle persone vaccinate con 2 dosi sembra non superare la barriera. È importante continuare il monitoraggio in maniera capillare. In Lombardia abbiamo iniziato subito dopo Pasqua a tracciare tutte le varianti che si generano, per capire cosa succede».

Qual è il processo di mutazione di un virus?

«I virus mutano sempre, perché sono organismi molto semplici che hanno come difesa quella di poter mutare, ma le mutazioni non possono avvenire all’infinito perché comunque i virus devono rispettare un codice genetico. Con le nostre tecnologie avanzate stiamo osservando i vari passaggi».

Dovremo vaccinarci con la terza dose?

«Il problema è costituito dalle persone fragili, i trapiantati, chi sta seguendo una terapia immunosoppressiva, i pazienti oncologici, insomma tutti coloro che possono avere una ridotta risposta al vaccino. In queste categorie e solo in queste è opportuno valutare la terza dose perché così la risposta immunitaria al virus è più efficace».

Prima del vaccino bisogna fare la valutazione degli anticorpi?

«Adesso ci sono dei lavori in uscita, quindi poi valuteremo. La valutazione quantitativa, invece, sulla presenza degli anticorpi potrebbe essere indicata, ma vediamo cosa emerge dalle ricerche».

Ci sono degli studi in corso?

«C’è uno studio del Policlinico San Matteo di Pavia che dice che chi ha fatto due dosi e aveva una documentata positività al virus ha raggiunto dei titoli anticorpali elevatissimi che sono in grado di neutralizzare qualsiasi variante. L’abbiamo testato su un numero elevato di varianti. La possibilità della tripla vaccinazione è concreta, va riservata alle categorie fragili».

Chi è guarito dal Covid è libero dalla malattia o può contagiarsi ancora e quindi si deve vaccinare?

«È stato pubblicato recentemente un nostro studio sul personale sanitario risultato positivo al Covid, Abbiamo verificato che la ripositivizzazione è un evento raro. Questo documenta ancora una volta che la barriera immunologica protegge. Il ricontagio è possibile, ma è avvenuto nel 2 per cento dei casi. In uno studio successivo abbiamo visto che la vaccinazione anche in chi era già stato positivo aumenta molto gli anticorpi, quindi è una ulteriore barriera alle varianti. Quindi è un elemento del quale tener conto. Inoltre, chi si è ripositivizzato dopo la malattia e dopo il vaccino ha infezioni lievi».

Abbiamo avuto ricoveri di persone con doppia dose di vaccino...

«Sì, qualcuno è stato ricoverato dopo due dosi, ma bisogna vedere se avevano risposto alla vaccinazione, o se erano fragili, parliamo di milioni di persone vaccinate. Il personale sanitario che abbiamo studiato è una categoria di persone in salute. Una persona fragile vaccinata magari ha riposto male alla vaccinazione. Per questo diciamo che con queste persone la terza dose è utile».

Ma se la vaccinazione dura 9 mesi gli operatori sanitari si devono rivaccinare tra poco?

«Ma no, chi l’ha detto che dura 9 mesi? Non lo sappiamo. Io sono convinto che l’immunità rimarrà a lungo, ma non lo sappiamo ancora».

Adesso è arrivata anche la variante Lambda...

«Sì, l’abbiamo detto che una variante si estingue e ne arriva un’altra che poi a sua volta si estinguerà».

Per quanto tempo?

«Non siamo dei maghi...».

Il green pass vale sia per chi è vaccinato che per chi ha fatto un tampone. Sono due cose diverse, cosa ne dice?

«Sul green pass non rispondo perché c’è già abbastanza confusione».

Che messaggio vuole dare?

«Che vaccinarsi significa anche proteggere chi sta accanto al vaccinato. Il soggetto fragile non deve essere esposto al virus. Più sono i vaccinati, meno le persone fragili rischiano».


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