L’influenza ora fa paura, pazienti in rianimazione
Il reparto di malattie infettive dell’ospedale Delmati di Sant’Angelo

L’influenza ora fa paura, pazienti in rianimazione

Il primario: «Ci sono momenti in cui il virus è più forte»

Un altro paziente con un’agitazione psicomotoria da virus influenzale finisce in rianimazione. È il terzo in pochi giorni.

L’influenza sta continuando a creare complicazioni. In pronto soccorso, malattie infettive, pneumologia, medicina e rianimazione, in questi giorni, sono finiti diversi casi con complicanze da influenza. Qualcuno ha avuto conseguenze alla vista e all’udito, altri sono stati colpiti da encefaliti e polmoniti con gravi crisi respiratorie. Anche gli ambulatori dei medici di famiglia sono presi d’assalto. «Sono tanti anni che non vedevo una forma influenzale così - annota il presidente dell’ordine dei medici Massimo Vajani -. Ho visto pazienti che hanno fatto un trattamento normale, hanno preso l’antibiotico e la tosse non passa. Probabilmente anche il vaccino non ha coperto sufficientemente il ceppo virale. La vaccinazione andrebbe sempre potenziata, ma quest’anno probabilmente, c’è stata una carenza». Nella stagione attuale i vaccinati, in tutta l’Ats sono stati 30.427 (25.867 con oltre 65 anni), nel 2016 erano stati 31. 990 (26.841 con oltre 65 anni) e nel 2015 31.830 (26.065 gli anziani).

«Stiamo osservando forme ribelli a qualunque tipo di terapia - annota Vajani -. Una volta si facevano i classici 4 o 5 giorni a letto, adesso i pazienti riferiscono una cefalea molto intensa. La forma gastrointestinale, poi, è sempre presente, anche in seconda battuta come strascico della forma respiratoria e sempre su base virale, probabilmente. Abbiamo una irritabilità psicomotoria in soggetti con difese immunitarie più basse. La febbre può scatenare malattie già presenti».

Le complicanze più gravi dell’influenza vengono monitorate in ospedale. Nel Lodigiano ci sono pazienti 50enni finiti in terapia intensiva con forme di interessamento meningeo e forme polmonari connesse con l’infuenza; a dirlo sono i tamponi positivi. Si tratta di pazienti individuati prontamente in pronto soccorso, fanno i primi esami, il medico d’urgenza chiede la consulenza rianimatoria e poi scatta il ricovero anche in rianimazione. Il virus dell’influenza avviene per diffusione erogena, ecco perché spazi chiusi e senza cambiamenti d’aria vanno evitati


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